Le ultime analisi effettuate dalla multinazionale che si occupa di consulenza strategica commerciale globale McKinsey sul mercato dell’auto, che riguarda da vicino l’Italia e la sua grande tradizione automobilistica, danno dei segnali ben precisi, su scala mondiale.

A differenza di quanto si potrebbe pensare, infatti, le vetture elettriche non sfondano più di tanto sul mercato globale malgrado la propaganda insistente nei loro riguardi e le restrizioni crescenti verso i motori alimentati a benzina e diesel, che vengono applicate peraltro, solamente nell’Unione Europea. Ma se l’elettrico non sfonda, le auto normali, quelle che un tempo venivano definite “familiari” od “utilitarie”, se la passano ancora peggio con un calo di mercato costante, che secondo McKinsey, continuerà, almeno fino al 2031, probabilmente, anche a causa di queste continue restrizioni europee sui motori termici, che rappresentano una sorta di suicidio industriale dell’Europa. Non a caso l’unica nicchia di mercato che sta diventando trainante del comparto automobilistico, è quella delle vetture di lusso. Non a caso, dicevamo, perchè dal Nord America e dall’Europa, l’aumento numerico di nuovi milionari o miliardari, si è spostato all’Asia e al Medio Oriente. E sempre non a caso McKinsey, prevede che sarà la Cina ad avanzare maggiormente in tale segmento di mercato, come testimonia il più 14% segnato nel 2021, dal Paese del Dragone destinato secondo gli analisti dell’azienda statunitense, a rappresentare il 35% globale degli acquisti di auto di lusso tra dieci anni. Oltre a questo McKinsey, prevede, vista la diversa mentalità asiatica e mediorientale, mediamente più pigra rispetto a quella occidentale, che i marchi delle auto di lusso, chiuderanno progressivamente le loro concessionarie, per vendere prodotti sempre più personalizzati e da consegnare direttamente a domicilio, tanto le spese di spedizione per quel tipo di clientela non rappresentano certo un problema. Insomma, queste analisi non sono buone, secondo noi perchè vediamo l’Europa, come al solito troppo ingessata dietro le ideologie, in questo caso ambientaliste, porre restrizioni senza senso ai motori termici, e tralasciare, o per meglio dire abbandonare specialmente in Italia, il settore delle auto tradizionali, per inseguire il sogno dell’elettrico a tutti i costi, che non rappresenta una vera alternativa ai combustibili fossili, ma al massimo una transizione momentanea, che comunque ci presenterà il conto, col problema dello smaltimento delle batterie, che si presenterà tra non molto. Insomma, l’Europa e di conseguenza l’italia, che un tempo era un Paese di automobilisti incalliti, con qualche cumenda, piccolo industriale milanese, che sfoggiava la sua macchinona, sembra destinata a diventare un continente di ciclisti, mentre la Cina, da immenso Paese di ciclisti qual’era, diventerà un enorme parcheggio di Ferrari et similia.

Luca Monti

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