Rudyard Kipling, scrisse e pubblico’ nel 1888, il romanzo intitolato: “L’uomo che volle farsi re” dal quale venne tratto un film, nel 1975, diretto dal regista John Huston. Se il romanzo di Kipling, che si svolge tra India ed Afghlanistan, descrive le folli avventure di due diseredati inglesi, che cercano di sbarcare il lunario in oriente, con uno dei due che arriva a farsi incoronare re da una tribù afghana, per essere poi ucciso e decapitato, quando i suoi sudditi, si accorgono della sua vera natura di millantatore, un altro tipo di romanzo non meno affascinante, anche se non avventuroso e del tutto incruento, si è chiuso pochi giorni fa a San Casciano Val di Pesa. Stiamo parlando non del frutto della fantasia di qualche scrittore, emulo del grande Kipling, ma del romanzo di una vita veramente vissuta quella del Principe Karl Erkinger Schwarzenberg, morto a fine aprile, proprio a San Casciano, all’età di 89 anni.

Blasone della famiglia Schwarzenberg, il cui motto è Nihil Nisi Rectum (Niente che non sia retto)

Si trattava del Principe di Boemia, membro di una delle famiglie più importanti della nobiltà austriaca, che da titolato autentico, a differenza del finto re narrato da Kipling, scelse nel 1978, di ritirarsi a San Casciano, a fare il contadino nella splendida villa quattrocentesca comprata dai suoi genitori nel 1946. Il Principe, è stato tuttavia, anche uomo di grande cultura, e poliglotta cosa che non sorprende, visto il suo nobile lignaggio nonché autore di svariati libri, tra i quali una sorta di curioso romanzo storico, che descrive lo sbarco degli Argonauti all’isola d’Elba, attraverso il colore dei sassi di una baia della stessa. Ed essendo egli, appassionato di archeologia e di storia dell’arte, non poteva mancare un saggio sull’uso del colore e la trasparenza del bianco nell’antichità. Insomma, ci ha lasciati un personaggio da romanzo, un vero Principe, che volle farsi contadino. Che gli sia lieve la terra, che scelse di lavorare con cura.

Luca Monti

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