Ieri, 31 gennaio, a Rende, in provincia di Cosenza, un docente di 33 anni, è sceso dalla propria auto, una Fiat 600 gialla, con in mano una tanica di benzina, con la quale si è cosparso per poi darsi fuoco e adesso lotta tra la vita e la morte, con ustioni gravissime su oltre il settanta per cento del corpo. Il tragico episodio è accaduto davanti alla caserma dei Carabinieri, della città calabrese.

Gli stessi Carabinieri, che stanno indagando sulle motivazioni del gesto estremo dell’uomo, hanno riscontrato che lo stesso non risulta avere precedenti penali, né appartenere a gruppi religiosi che istigano all’autolesionismo o al suicidio. Pare tuttavia, ma la cosa è ancora da verificare, che l’insegnante fosse stato sospeso dal lavoro, in quanto non vaccinato. Potrebbe quindi trattarsi di una sorta di gesto dimostrativo estremo verso lo Stato rappresentato proprio da quella caserma dei Carabinieri, di fronte alla quale, l’uomo ha dato seguito al proprio gesto. Uno Stato visto non più come una comunità, ma come un’entità astratta, assente e menefreghista, che fomentando l’esasperazione popolare, porta la gente a fare questi gesti estremi perche’ chi doveva rappresentarla ed aiutarla invece l’ha abbandonata togliendo a tanti Cittadini, ogni diritto e persino ogni aspettativa esistenziale. Sembra pensarla in questo modo anche Marco Rizzo, ex senatore e Segretario Generale del Partito Comunista, che sul proprio profilo Telegram ufficiale, ha postato: “I grandi giornali e le televisioni, tacciono sul fatto che un insegnante trentatreenne si è dato fuoco davanti alla caserma dei carabinieri di Rende (Cosenza). Il docente che lavorava in Lombardia, era stato sospeso senza stipendio. Un dramma che ha responsabilità politiche precise. Ma appunto nessuno ne parla. Fosse successo a Minsk, Mosca, Caracas…avremmo notizie su questo fatto, per giorni, nell’Italia di oggi NO!”

Luca Monti

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