Al Comune di Pisa, sta delineandosi una crisi politica, scatenata dalla decisione del Sindaco, il leghista Michele Conti, di autorizzare la costruzione di una moschea in città. A dare il via alla polemica sulla questione della moschea, è il Consigliere Comunale, Manuel Laurora, eletto nella lista della Lega, ma passato al Gruppo Misto, nel quale si trova attualmente, che con un lungo ed articolato comunicato stampa, ha chiesto le dimissioni del Sindaco Conti. Ecco il testo del comunicato:

“Per la prima volta dal dopoguerra, nel 2018, il centrodestra ha avuto l’occasione di vincere le elezioni amministrative al Comune di Pisa, al ballottaggio, grazie ad un vero e proprio ‘referendum’ cittadino, fra chi, l’ex amministrazione di centrosinista, ha sempre negato la partecipazione e chi invece ‘sposava’ i comitati promotori referendari e la partecipazione. Soprattutto in forza del ricorso accolto dalla magistratura, circa il prosieguo dell’iter referendario, relativo all’edificazione della ‘nuova’ grande moschea a Porta a Lucca, in aggiunta ai due centri islamici già presenti in città e soprattutto grazie alle firme precedentemente raccolte in sostegno del referendum urbanistico, autenticate e certificate anche dal Comune di Pisa, pari ad oltre 2.600 residenti, raccolte nell’estate del 2017, ovvero grazie al lavoro dei comitati #noMoschea prima ed Il Popolo Decide dopo. Una campagna elettorale chiara e limpida, un programma amministrativo altrettanto chiaro e limpido: ‘no moschea a Porta a Lucca’. Vennero in città anche i leader, Salvini e Meloni a metterci la faccia e a ‘certificare’ ciò. E arrivò la storica vittoria. Il sottoscritto, precedentemente, venne invitato da più parti a candidarsi al consiglio comunale, soprattutto in qualità di Presidente del comitato cittadino Il Popolo decide. Alla fine accolsi la proposta di candidatura della Lega Salvini esclusivamente da indipendente, sia per difendere la questione referendaria promossa dal comitato, sia per rispetto verso le migliaia di cittadini pisani firmatari, facenti parte di varie espressioni politiche, anche dichiaratamente di sinistra. Mai avrei pensato di dover arrivare a prendere oggi questa decisione, ovvero dover invitare il Sindaco Conti a dimettersi per ridare il prima possibile la parola al popolo sovrano, perché mai avrei pensato che proprio chi aveva deciso di candidarsi a sindaco per ridare nuova ‘luce’ alla città difendere la grande storia di Pisa e sostenere la partecipazione, ovvero, forte del programma di mandato, votato dalla maggioranza degli elettori pisani, avrebbe alzato bandiera bianca. Ed invece, proprio sotto questa Amministrazione, è stato rilasciato il permesso a costruire la nuova grande moschea, esattamente in quell’area fra la nota e pericolosa, Via del Brennero e la strada interna del quartiere Via Chiarugi stretta, ad imbuto, a senso unico, dove già insistono il Centro Universitario Sportivo e l’ex villaggio popolare 2000, oltre ad un asilo. E se alla variante dell’Amministrazione, che prevedeva invece una zona a verde e parcheggi ed alla sentenza del TAR, neanche si replica sul citato Articolo 8 della Costituzione, significa che non si crede fino in fondo nel lungo lavoro svolto. A tal proposito, prendo le parole dello scrittore, ex editorialista de La Repubblica ed ex vicedirettore del Corriere della Sera, Magdi Cristiano Allam, che fu invitato proprio dalla Lega Salvini, a Pisa durante la campagna elettorale del centrodestra, circa il tema in questione: ‘Il Sindaco della Lega di Pisa, autorizza la costruzione di una grande moschea piegandosi ad una sentenza del TAR, che interpreta in modo arbitrario l’Articolo 8 della Costituzione’, ovvero: ‘In Italia non dovrebbe esserci neanche una moschea perché l’islam non è una religione riconosciuta dallo Stato, contrastando con l’Articolo 8 della Costituzione’, a ciò aggiungo, a chi risponde citando l’Articolo 19, ovvero relativamente alla libertà di culto, che proprio qui, nessuno ha mai privato a qualcuno tale libertà. A Pisa infatti, ci sono da anni due luoghi di culto islamici, lo sanno tutti. E a chi pensa, altresì che una volta costruita la nuova grande moschea, chiuderanno gli altri centri islamici, non conosce minimamente la realtà, basta andare a Roma, a Torino, ad esempio, per vedere con i propri occhi, che dinanzi ad una nuova moschea, non hanno di certo poi chiuso i centri islamici autorizzati o abusivi che fossero, anzi, se ne sono formati nuovi, essendo spesso in contrasto gli uni con gli altri. Ma ritorniamo all’Amministrazione Comunale pisana. Come mai il Sindaco Conti, non ha presentato ricorso al Consiglio di Stato, così come dichiarò pubblicamente, a mezzo stampa, nel luglio dello scorso anno? La città, era a conoscenza che l’amministrazione di centrodestra avrebbe difeso fino in fondo la propria variante Stadio – Porta a Lucca e che non ci sarebbe stato il via libera all’edificio musulmano in quell’area, inserito invece nel programma di mandato del centrosinistra del 2013. A questo punto, è lecito chiedersi, se in futuro dopo questo atto e proprio per effetto di ciò anche altri quartieri, potrebbero essere interessati da ulteriori progetti, ad esempio l’edificazione di una moschea anche al CEP a Cisanello e persino sul litorale. Chi potrebbe a quel punto dire qualcosa? Anche perché questo, è esattamente ciò che accade oggi in altre città, italiane ed europee. Basterebbe viaggiare ed avere voglia di approfondire. Questa scelta, di fatto, è o non è il via libera all’islamizzazione? Non solo, il Sindaco Conti, che si dichiarava in campagna elettorale, favorevole alla partecipazione, non ha neanche, prima di arrivare a firmare la convenzione con l’associazione islamica ed al successivo rilascio del permesso a costruire del Comune, voluto prendere in considerazione l’utilizzo dello strumento referendario consultivo comunale, che invece avrebbe finalmente coinvolto tutta la comunità della città di Pisa. Anche su ciò, l’atteggiamento nei fatti e negli atti, è stato identico, anzi peggiore di quello del PD. A questo punto la città, è stata tradita, quindi il Sindaco Michele Conti, ora abbia coraggio, dia immediatamente le dimissioni, così da poter ridare il prima possibile la parola ai cittadini elettori. Non resti incollato alla seggiola, abbarbicato in Palazzo Gambacorti esattamente come precedentemente ha fatto il PD. Non avevamo certo vinto le elezioni per la mancanza di marciapiedi, per sistemare le rotonde o per piantare fiorellini che d’estate si seccano, e nuovi alberi. Con tutto il rispetto per il miglioramento delle strade, delle piazze dissestate e quant’altro. Tutte cose per le quali, il sottoscritto fra l’altro, ha sempre contribuito, non solo con il voto in Consiglio ed in Commissione Urbanistica e Lavori Pubblici. Sappiamo bene che tutto ciò, è un dovere di ogni amministratore, di qualsiasi colore politico esso sia e si chiama appunto, ordinaria amministrazione, per la quale si deve impegnare ogni eletto, per mantenere un bilancio florido e solido, utilizzando con buon senso, le tasse e le imposte dei cittadini, oltre a partecipare ai vari bandi per finanziamenti e progetti atti a migliorare la viabilità, mantenere e sviluppare le aree a verde e riportare il decoro nei quartieri. Non è il sottoscritto quindi a lasciare questa ormai ‘ex’ maggioranza, ma è la Giunta Conti, ad essersi messa in palese contrasto con la città. Il sottoscritto invece resta in ‘maggioranza’, ovvero insieme ai cittadini elettori, con coerenza e dignità, in pieno rispetto di quel programma amministrativo chiaro e limpido con il quale c’eravamo presentati e per il quale i residenti pisani, ci avevano dato la loro fiducia, prima ancora del voto. Concludo, domandando, con quale faccia oggi, il centrodestra pisano, che si era presentato in ogni angolo della città, con i manifesti a caratteri cubitali ‘NO MOSCHEA’ può continuare ad andare avanti come se nulla fosse? Faccio presente che ad oggi l’unica effettiva opera urbanistica rilevante in città, dopo tre anni di mandato, è proprio il via libera al cantiere per la costruzione dell’edificio islamico, peraltri a pochi passi da piazza dei Miracoli, patrimonio dell’Umanità, anziché, ad esempio, dare almeno inizio si lavori per la realizzazione del più volte annunciato, nuovo Stadio di Pisa.”

Luca Monti

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