Da alcuni giorni a Lucca, un’Ordinanza del Sindaco Mario Pardini, dispone il divieto di: “Sedersi, sdraiarsi o dormire, sul suolo pubblico, o nelle aree ad uso pubblico, o aperte al pubblico passaggio” fino al 30 novembre e la sanzione prevista varia da 25 a 500 euro.

Ricordiamo che Mario Pardini, non solo è sostenuto dalla coalizione di centrodestra al gran completo, vale a dire Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e varie formazioni minori e civiche, ma ha incassato al ballottaggio, anche l’appoggio formale con apparentamento, di uno dei cosiddetti “movimenti antisistema”, ovvero Italexit guidato da Gianluigi Paragone, e l’esplicito endorsement del direttore d’orchestra lucchese, Andrea Colombini che si era candidato con una lista “no green pass”. Gli assessori Barsanti e Minniti, affermano che l’Ordinanza è interpretabile: sarà quindi a discrezione delle Forze dell’Ordine, multare o meno il trasgressore che ha osato sedersi su un muretto o appoggiarsi da qualche parte, invitando di fatto gli agenti ad esercitare una discrezionalità, che mette in discussione la certezza del diritto. Visto che le panchine latitano, essendo state spesso rimosse per garantire il rispetto del “distanziamento sociale”, ci si potrà di fatto sedere legalmente, solo pagando la consumazione in un bar o ristorante. L’opposizione, rappresentata dal Pd, da movimenti civici e dal Movimento Volt, quest’ultimo nell’estate 2021 tra i più accesi sostenitori del green pass, ritiene al contrario che l’Ordinanza sia autoritaria e illegittima. L’ordinanza di Pardini, ha come motivazione ufficiale quella di contrastare il “degrado” e rimanda alle molte ordinanze simili emesse da amministratori locali, sia di centrodestra che di centrosinistra, con ambizioni da sceriffi, che delineano un’idea di governo delle città caratterizzata da un controllo spasmodico e asfissiante sugli individui: da quelle dei suoi colleghi toscani come Nardella (Firenze, centrosinistra) e Conti (Pisa, centrodestra), sempre relative a sedute e “bivacchi” a quelle dei Sindaci di Terni (centrodestra) e Rimini (centrosinistra) finalizzate a contrastare la prostituzione, tramite l’emissione di divieti di “stazionamento” in varie aree della città. Senza contare un classico dell’estate: le ordinanze per il “decoro” che vietano di circolare in costume da bagno. Divieto che può anche essere comprensibile se riguarda i centri cittadini, ma che diventa inutilmente vessatorio, se applicato anche alle passeggiate prospicienti le zone balneari, come avviene sul lungo lago di Bracciano, ad Anguillara Sabazia (Rm). Insomma, ancora una volta la cultura autoritaria e paternalista, che considera tutti i Cittadini colpevoli fino a prova contraria, unisce in Italia destra, sinistra e a quanto pare anche pezzi consistenti del cosiddetto “dissenso anti-sistema”. E non possiamo fare a meno di notare che le misure di contrasto al degrado sono molto simili a quelle di contenimento del virus: divieti di seduta, divieti di stazionamento, divieti di “assembramento”. Non si può negare che in talune città, specie con elevati flussi turistici, esistano problemi legati al vandalismo e alla cosiddetta “malamovida”, ma appare discutibile contrastarle, emettendo divieti generalizzati che paiono utili solo a “dare un segnale” al proprio elettorato o a fare cassa. Con tutta probabilità, il divieto di seduta a Lucca, rimarrà sulla carta, come accaduto per le lambiccate regole sanitarie disposte dai vari Dpcm e Dl, emanati negli ultimi due anni, dall’obbligo di mantenere “un metro di distanza” a quello di restare nei confini comunali. Una caratteristica tipica del modello di governo italiano: sono passati molti secoli, ma le “grida manzoniane” continuano ad andare di moda.

Andrea Macciò

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