Riceviamo da Paolo di Gangi, titolare di un’azienda NCC, attiva anche come tour operator, una riflessione sui problemi del turismo, causati dalla gestione della pandemia, ed aggarvati da alcuni fenomeni endemici in Italia quali: burocrazia, disorganizzazione, ed incapacità di programmare. la riflessione di Di Gangi, inizia con una domanda in inglese, che dà il titolo a questo articolo, e che possiamo tradurre, con “Cosa c’è che non va in Italia”?

E’ la domanda che gli hanno posto due clienti americani, che vorrebbero venire nel nostro Paese, ma non sanno come fare per risolvere piccoli problemi pratici. Ecco la riflessione di Di Gangi: “What’s wrong with Italy? We are immunized. Our problem is there are no hotels in centro with a box  shower that we can go.  No stores nor restaurants  to go to. We cannot fly to Roma. What is wrong with Italia?” “Questa è la domanda che mi pone un mio affezionato cliente americano, alla fine di una e-mail abbastanza emblematica del momento che stiamo vivendo, infatti lui dice tradotto in italiano: “ Siamo immuni.” Lui e la moglie hanno già preso, infatti, due dosi di vaccino.” Il nostro problema è che non ci sono hotels in centro a Roma, con un box doccia adeguato dove possiamo andare” Vi spiego che lui ha problemi di mobilità, quindi cerca un box doccia senza scalini. Perciò ha contattato diversi alberghi, ma nessuno o quasi gli risponde perché la maggior parte di essi sono chiusi, e prosegue: ”Non ci sono negozi o ristoranti dove andare e non possi amo volare verso Roma.” Quindi termina con la domanda:” Cosa c’è che non va in Italia?” Allora, vorrei rivolgere questa stessa domanda, a chi ci governa, augurandomi che il nuovo esecutivo sappia come risolvere al più presto problemi come questi che hanno paralizzato il Paese facendoci fare la solita figura di quelli incapaci. Noi siamo l’Italia, cioè uno dei paesi dove il turismo rappresenta gran parte del PIL, ma a quanto pare esso è imploso, non esiste più. Il sottoscritto che opera personalmente sia nei trasporti come NCC, sia come tour operator, può garantire che le perdite sono state altissime, con picchi che sfiorano il 90%. E poi ci si deve sentir dire che gli eventuali aiuti economici sono, o per meglio dire saranno, in funzione del codice Ateco, o che peggio ancora noi saremmo una categoria non essenziale poiché non avendo avuto chiusure coatte non siamo considerati come categoria in difficoltà. Ma come si fa a non capire che il turismo è uno solo, e che tutte le attività ad esso collegate, così come il testo di questa e-mail ci fa capire benissimo, sono tante e molteplici. Auspicherei quindi, che il nuovo governo prenda in seria considerazione, il fatto che qui c’è una filiera che va dai trasporti, agli alberghi, ai ristoranti, alle agenzie di viaggio nonché tour operator, alle guide con gli accompagnatori, e tutto il commercio, specie quello localizzato nei centri storici, che sta per sprofondare in quella che è ormai un’ecatombe. Spero solo che qualcuno dia una risposta non solo al sottoscritto, ma a tutti quelli che lavorano nella filiera turismo, che come me avranno già sicuramente ricevuto lamentele simili.”

Anche noi ci auguriamo che il nuovo Governo, capisca le esigenze del settore turistico, che davvero, se rimesso in moto ed adeguatamente valorizzato, potrebbe rappresentare la rinascita italiana.

Luca Monti

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