Ogni epoca, sembra avere i suoi “oggetti di culto” da rubare. Chi non ricorda qualche decennio fa, i furti delle prime autoradio ad esempio? Oggi, almeno a Firenze, l’oggetto di maggior richiamo per i ladri, sembra essere il vino.

I motivi sono essenzialmente due. Il primo è legato al fatto che le case, ormai sono sempre presidiate dai loro proprietari, visto che le persone hanno forti limitazioni di movimento, le auto non sono più usate per tenervi oggetti di valore, e quindi, necessariamente i ladri devono rivolgere le loro attenzioni a luoghi meno vigilati e presenziati, quali i locali pubblici ed i negozi. Molte attività commerciali, tuttavia, specialmente se sono rivendite di oggetti di valore, hanno sistemi di allarme, collegati alle Forze dell’Ordine, che rendono complicata l’azione dei malviventi. Ecco quindi che sono spesso i ristoranti, a finire nel mirino dei ladri, che prendono di mira, appunto, le bottiglie di vino, presenti nei locali. E qui entra in campo il secondo motivo del fenomeno. Il vino, infatti, è molto appetibile sul mercato della ricettazione, in quanto essendo divenuto oggetto di aste specifiche, con quotazioni anche molto elevate, si rivende bene, anche approfittando del fatto che non vi è un registro delle bottiglie, che ne possa attestare il furto una volta denunciato, come ad esempio il numero di matricola sugli orologi pregiati. Ecco quindi che, sapendo questa cosa, i ladri rubano il vino, certi che lo potranno rivendere subito ai ricettatori, che a loro volta lo piazzano sul mercato parallelo. E, come dicevamo questo fenomeno di furti di vino, è consistente a Firenze, per la cultura enologica diffusa che lo rende disponibile in grande quantità, essendovi molte enoteche e molti ristoranti in città, oltretutto con scorte fatte in base alle esigenze turistiche, quindi con spesso grandi marche, ed annate importanti, in bella vista. E la rilevanza del fenomeno, è testimoniata dal fatto che in pochi giorni, vi sono state una rapina ad un minimarket con trenta bottiglie di vino come bottino, e con un arresto operato dalla Polizia, del quale ci siamo occupati in altro articolo, e ben tre furti, sempre di vino, ma ovviamente in maggior quantità, in altrettanti ristoranti del centro storico. Insomma, non si tratta dei classici ladruncoli del supermercato che rubano una bottiglia, o due, per ubriacarsi ma di vere e proprie bande di professionisti, che stanno sfruttando la popolarità del vino e la sua facilità di smercio.

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