E’ di oggi la notizia di un nuovo scandalo, inerente la comunità del Forteto tristemente nota per gli abusi, anche su minori, che vi venivano perpetrati e per i quali, il fondatore della stessa, Rodolfo Fiesoli, è stato condannato, in via definitiva, il 7 novembre 2019, a 14 anni e 10 mesi, che sta scontando nel carcere di Padova. Lo scandalo, del quale parliamo oggi, è la presenza nel catalogo della biblioteca di Campi Bisenzio, del libro intitolato: “Il libro dimenticato dalla scuola”, scritto dallo stesso Fiesoli, quando la comunità del Forteto, veniva portata ad esempio dalla politica toscana per la gestione dei minori che venivano affidati alla stessa dal tribunale minorile, e nel quale l’autore si propone come educatore di alto livello, tanto da proporre appunto, il proprio metodo all’attenzione del mondo scolastico.

Nel catalogo della stessa biblioteca, invece, non si trova un altro libro sul Forteto, di segno opposto, essendo il risultato di un’inchiesta giornalistica sulla comunità, intitolato: “Setta di stato”, scritto dai giornalisti Francesco Pini, e Duccio Tronci, che pure, l’anno scorso, ne avevano donato una copia, anche a quella biblioteca. Ma ancor più grave, è la presenza, già dal 2009, anno della sua pubblicazione, di una recensione positiva, del libro di Fiesoli, sulle pagine internet del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Potrebbe trattarsi, in entrambi i casi di distrazioni, che comunque sono molto gravi, specialmente nel caso del sito governativo, tanto che l’Onorevole fiorentino di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, ha già annunciato di voler presentare una “segnalazione” del caso alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sul Forteto.

Abbiamo colto l’occasione per sentire il parere di Giovanna Alfano che da anni si batte per i diritti dei bambini, che ci ha detto: “Non sono meravigliata di questo scandalo, perché, il Forteto prima, e Bibbiano poi hanno rappresentato e rappresentano, il paradigma del sistema che almeno dal 1989, ha, in qualche modo ha sdoganato la pedofilia, affidando i minori sottratti a famiglie in difficoltà, a strutture del genere, col consenso anche di una certa politica. Sta a noi semplici Cittadini restare vigili e non girarsi dall’altra parte, quando si verificano simili situazioni, portate a galla da magistrati e da giornalisti coraggiosi, perché solo la pressione costante dell’opinione pubblica, può sconfiggere questo sistema dal quale non dobbiamo pensare di essere immuni, perché i bambini sottratti alle famiglie, potrebbero essere i nostri figli o i nostri nipoti. Quindi io esorto sempre alla coesione ed alla vigilanza dell’opinione pubblica perché i bambini dalla pedofilia e dagli abusi, li salviamo solo lottando tutti insieme.”

Luca Monti

Photo Stefano Giannattasio

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