Pubblichiamo una poesia che gira sui social e che invitava al non voto. Chi e’ Toscano, e sa leggere tra le rime di questa poesia, capisce che l’invito al non voto, non e’ dato dalle classiche motivazioni antipolitiche, ma dal piu’ puro senso di appartenenza, ed a una volonta’, assolutamente politica, di una Toscana libera ed indipendente, svincolata da un’Italia, ormai marcia a tutti i livelli, ideale non rappresentato da nessuno degli schieramenti in campo alle elezioni. Ecco la poesia:

“Vigilia di voto oggi dico chi non voto

Non voto chi non è di Colle
Non voto chi non sa far nulla
E usa il voto per uscir di culla

Non voto chi per esser vincente
Fa tabula rasa dell’altra gente
E si contorna nella lista
Di una pletora dai più mai vista

Per esser grande e bello
Tiene vicini solo i piccini
Come nel pollaio il gallo
Che impettito sta coi pulcini

Nessuno di Siena
E nessuno di Colle
Tra gli uni farebbe pena
E gli altri non li volle

Grande la boria
Lunga la storia
Ma senza la sostanza
Si vive di speranza

Mai ha vinto
E sempre nominato
C è chi l ha spinto
E chi l ha aiutato

A chi il voto non cambia nulla
E a chi cambia tutto
Dal restare a galla
A ritrovarsi in triste lutto

E tu che voti non esser, lui dice, ostile
Metti una croce su #ilvotoutile
Ma se voti con la testa
Resti a casa, dico io, e che faccia festa”

Non nascondiamo le nostre simpatie per tale sogno indipendentista, anche se, abbiamo chiaro che i tempi non sono ancora maturi per questo grande obiettivo. Resta tuttavia il fatto che lo spirito di Dante, aleggia ancora in molti Toscani, e finche’ il vento soffia, una scintilla puo’ alimentare il fuoco del cambiamento. E parlando di fuoco non possiamo non concludere parafrasando Cecco Angiolieri: “S’i’ fossi foco terra bruciata farei dei politici italici per porre al lor posto i bravi Toscani miei.”

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