L’8 ottobre scorso, il neo Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha firmato un’ordinanza, in continuita’ con quelle del suo predecessore Enrico Rossi, che vieta le visite dei parenti alle Rsa toscane, esattamente come avveniva in primavera, quando la situazione epidemiologica era ben peggiore di quella attuale.

Inevitabili le proteste dei parenti, che immaginiamo, gia’ in ansia per le sorti dei propri cari, si vedono prolungare l’impossibilita’ di abbracciarli e farli sentire meno soli. Abbiamo intervistato Silvia Fruzzetti, sorella di un paziente ricoverato in una di queste strutture, che ci ha detto: “Ci troviamo di fronte all’ennesima vessazione a danno di chi, come me, ha la sola colpa di essere la sorella, ma potrebbe essere la figlia, o il marito, o un altro parente, di un ricoverato in una Rsa. Questa situazione poteva essere accettabile la scorsa primavera, ma non adesso, perche’ sulla scorta di quella tragica esperienza, peraltro molto recente, quindi viva nella memoria, le istituzioni locali e nazionali, avrebbero dovuto, e potuto, predisporre tutte le misure necessarie per la messa in sicurezza delle Rsa, permettendo cosi’ le visite dei parenti, ma cosi’ evidentemente non e’ stato, e si preferisce ricorrere a misure draconiane per coprire le proprie inandempienze dovute ad un’assoluta immobilita’ politica ed istituzionale. Insomma si sta scaricando sui Cittadini, da parte delle istituzioni, ad ogni livello, la colpa ed il peso di quest’emergenza sanitaria, e questo non e’assolutamente giusto, ne’ corretto. Morale della favola, siamo passati dall’impossibilita’ di fare visita ai nostri parenti ricoverati, deĺla scorsa primavera, alle due visite a settimana piu’ la domenica, che rappresentava una soluzione accettabile perche’ capisco che non si possano pretendere, in questa situazione visite giornaliere, per tornare adesso al divieto assoluto, che non e’ accettabile sotto nessun profilo, considerando anche, che non dipende certo da noi parenti la persistente mancanza di tamponi, o il ritardo nell’effettuare gli stessi, agli operatori delle Rsa, che rientra nelle inadempienze istituzionali che dicevo prima. Insomma non fanno i tamponi agli operatori sanitari delle Rsa, mettendo a rischio gli stessi, ed i nostri parenti ricoverati, e per questo ci impediscono le visite. Allora, lancio una proposta, quella di fare i tamponi, su base volontaria, a tutti i parenti che vogliono fare visita ai propri cari, ricoverati in Rsa, ed accettare la negativita’ al tampone come metodo di accesso alle strutture assistenziali. Se il problema e’ legato ai costi, in questo modo non vi sarebbero spese per la Regione, e si risolverebbe un problema, che chi non vive sulla propria pelle, ovviamente non puo’ capire, che e’ quello del voler stare vicino ad un fratello malato, nel mio caso, e non poterlo fare, per decisioni calate dall’alto senza una vera logica.”

Ci auguriamo che le richieste della Signora Fruzzetti, che sono di puro buon senso, ed assolutamente condivisibili, non solo dalla platea degli interessati al problema, ma da chiunque abbia un minimo di senso critico, e di umanita’, trovino sponda, ed applicazione pratica e rapida, nelle decisioni della nuova Giunta Regionale, guidata da Eugenio Giani, che, invece di tergiversare sulla composizione della stessa per camarille politiche di questo o quel partito, deve occuparsi di risolvere, presto, e bene, i problemi reali dei Cittadini Toscani, che per questo hanno votato, non per leggere sui giornali se Italia Viva, avra’, o meno il suo posto in Giunta, e quale esso sara’.

Luca Monti

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