In Piazza Santissima Annunziata, si trova la statua equestre del Granduca Di Toscana, Ferdinando I, opera del Gianbologna, portata a termine dall’allievo Pietro Tacca,e scolpita col bronzo ricavato dai cannoni delle navi da guerra turche, sconfitte in mare dalla flotta dei Cavalieri di Santo Stefano. Proprio per ricordare l’origine del bronzo utilizzato per la statua, nella cinghia sottopancia del cavallo, si trova la scritta : “De’ metalli rapiti al fero Trace”. Da quest’iscrizione peraltro, la satira popolare fiorentina, tradizionalmente arguta come ben sappiamo trasse ispirazione per contestare l’elevata imposizione fiscale dell’epoca siamo agli inizi del’600, col lazzo: “De’ denari rubati in guerra e in pace”. Ma in questa sede ci interessa evidenziare l’allegoria sul retro della colonna che sorregge il monumento equestre.

Sotto il motto: “Maiestate Tantum”, si trova, un particolare sciame d’api che secondo una leggenda sarebbe impossibile contare. In realtà, si possono contare solo che è molto difficile farlo, perchè sono state disposte ad arte, intorno all’ape regina, su cerchi non concentrici, che spezzano la concentrazione necessaria alla conta. L’allegoria rappresenta il Granduca di Toscana, Ferdinando I, che come l’ape regina, guida l’operosità del suo popolo, per un reciproco giovamento. Invitiamo i nostri lettori ad andare in Piazza Santissima Annunziata, per provare a contare le api sul retro della statua. Chi lo vorrà, potrà poi comunicarci il numero che a lui risulta, e noi gli diremo se ha indovinato o no.

Luca Monti

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