Tra tutte le manifestazioni svoltesi ieri, 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ci piace segnalare l’iniziativa dell’associazione milanese “Libere Sinergie”, in collaborazione con la sede meneghina dell’Istituto Europeo di Design, che ha sensibilizzato i propri allievi per realizzare sedici opere di street art, in altrettante saracinesche di attivita’ commerciali che hanno aderito all’iniziativa, coprendo cosi’ tutti i Municipi della metropoli lombarda e delle quali ne mostriamo alcune.

L’iniziativa ci piace particolarmente, perche’ ha coinvolto il mondo della street art, quindi un ambiente giovanile, ma anche, a suo modo maschilista, essendo veramente poche le artiste donne che riescono ad affermarsi in tale corrente artistica, che sembra risentire ancora, del ribellismo tipico delle periferie metropolitane statunitensi, dove nasce la sua espressione piu’ recente. Ben venga, quindi un’iniziativa di street art al femminile, che coniuga estetica e campagne sociali.

Parlando di violenza sulle donne, abbiamo poi voluto dare la parola a Silvia Di Giulio, una delle cento donne, che in Italia fanno parte della Rete Empowerment Donna, un progetto messo in atto dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla malattia dalla quale Silvia e’ affetta, per sensibilizzare l’opinione pubblica contro la violenza cui sono maggiormente esposte le donne con patologie invalidanti, essendo in una condizione psicologica di maggior debolezza, a causa della malattia. Silvia Di Giulio ci ha detto che: “Ovviamente le discriminazioni e la violenza contro le donne sono sempre da condannare, ma esse diventano assolutamente drammatiche quando perpetrate ai danni di donne malate, quindi in una condizione di maggior instabilita’, fisica e psicologica, tanto che potremmo definirle, discriminazioni e violenze multiple, che possono, in poco tempo, trascinare le vittime in un abisso, nel quale nessuna donna, in quanto essere umano dovrebbe mai precipitare. Per questo, da donna affetta da sclerosi multipla ho voluto aderire a questo progetto dell’AISM, nato solo nel 2019, ma che ha alle spalle solide basi formative, e professionisti nei vari campi che lo affiancano per cercare di aiutare quanto piu’ possibile, le donne affette da sclerosi multipla, ed altre patologie invalidanti, che siano anche vittime di violenza o discriminazione, in famiglia, sul lavoro, o in altri ambiti”

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