Sabato 18 dicembre, il Parco Maggiolina de La Spezia, nei pressi della stazione di Migliarina, è stato teatro di un evento che potremmo definire storico. Per la prima volta si sono, infatti, confrontati in una piazza pubblica, moderati dal giornalista de Il Secolo XIX, Paolo Ardito, il leader di Forze Popolari La Spezia e noto esponente del Fronte del Dissenso, Luca Locci e il Sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, eletto con la lista “Noi con l’Italia”.

A differenza di quanto accade nei dibattiti televisivi, al Parco della Maggiolina, abbiamo assistito a un contradditorio reale nel quale Luca Locci ed Andrea Costa, hanno avuto la possibilità di spiegare con pacatezza e in maniera argomentata le proprie posizioni. Luca Locci, ha esordito prendendo le distanze dalla definizione di “no vax”, con la quale i media e il Governo, hanno etichettato le persone e i movimenti che si oppongono alla gestione governativa della crisi sanitaria legata al Covid-19. Il leader di Forze Popolari, preferisce essere definito “free vax”, visto che si dichiara non contrario in generale ai vaccini come terapia preventiva, ma dubbioso sui vaccini a mRNA, utilizzati contro il Covid-19 e comunque a favore della libertà di scelta. La piazza si è autodefinita spontaneamente come “la nuova opposizione”. Presente in piazza, anche una delegazione dell’associazione Rivoluzione Allegra, che nel pomeriggio ha tenuto un presidio a Massa. Secondo Luca Locci, il green pass e le altre misure di contenimento del Covid-19, a partire dalla dichiarazione dello stato di emergenza sono provvedimenti a carattere strettamente politico e non sanitario. L’interpretazione italiana del green pass, per il leader di Forze Popolari, che arriva a impedire a chi non lo possiede di lavorare, contrasta in maniera evidente con il modello del green pass europeo, nato solo per regolare la circolazione fra gli stati della Ue. Locci, ha poi criticato fortemente l’incertezza di una politica che prima ha sottostimato per alcune settimane il virus, per poi rispondere agli eventi da esso provocati, con una sospensione senza precedenti dei Diritti Costituzionali della quale non si intravede la fine. In particolare il leader di Forze Popolari, ha sottolineato come il green pass, possa essere utilizzato per tracciare i movimenti, i comportamenti e le spese dei singoli cittadini e delle imprese (per sapere ad esempio, quanti coperti fa un ristorante) ed avvicini pericolosamente il modello italiano a quello cinese dei “crediti sociali”, per il quale alcuni diritti, come quello di iscriversi a una prestigiosa università o prendere un treno ad alta velocità, possono essere revocati in caso di violazioni anche lievi di alcune norme (ad esempio dopo un certo numero di multe). Sempre Locci, ha sottolineato inoltre il passaggio dal “distanziamento sociale” all’odio sociale contro i non vaccinati, leggendo una serie di dichiarazioni di medici, giornalisti, esponenti politici e dello spettacolo particolarmente aggressive e violente contro i cosiddetti “no vax”. Andrea Costa, invece, ha difeso l’azione del Governo del quale fa parte (ricordiamo che Costa ha assunto questo ruolo dopo l’avvicendamento fra il Conte bis e Draghi, al posto di Sandra Zampa del Pd) asserendo che il cosiddetto “modello italiano” incentrato su un mix tra un’interpretazione estesa del green pass che rasenta un obbligo vaccinale di fatto (effettivo per alcune categorie come sanitari, insegnanti, forze dell’ordine) e il mantenimento di ulteriori restrizioni come le mascherine e il sistema delle “zone colorate”, abbia permesso al paese di “riaprire in sicurezza”, mantenendo una parvenza di normalità e contenendo grazie ai vaccini i decessi e le forme gravi di Covid-19. Il Sottosegretario, ritiene inoltre necessario che ci sia un rapporto di fiducia tra la cittadinanza e la “comunità scientifica”, pur ammettendo che quest’ultima molto spesso ha modificato le proprie tesi (oggi, ad esempio, si ritiene impossibile la cosiddetta immunità di gregge) e che molte scelte sono state effettivamente politiche. Secondo Costa, la politica ha il dovere di adottare un approccio dialogante con le persone che non si vogliono vaccinare, in quanto le ritiene mosse prevalentemente da paura di reazioni avverse, o sfiducia nell’efficacia del vaccino, prendendo le distanze dalle dichiarazioni contro “i no vax”, evocate dal leader di Forze Popolari. Dal discorso di Costa, non è emersa tuttavia, una prospettiva certa di possibile uscita dall’emergenza, in quanto il Sottosegretario, ha sottolineato che i provvedimenti seguono la natura non prevedibile della malattia e i suggerimenti della scienza. Sulle caratteristiche dei vaccini a mRNA si è incentrata la seconda parte del dibattito. Per il Sottosegretario Costa, i vaccini non sono sperimentali e pur non azzerando il contagio, sono necessari per ridurre le forme gravi di malattia. Costa, ammette la possibilità di reazioni avverse, sostenendo però che nessun farmaco è a rischio zero e che la loro incidenza sarebbe estremamente bassa in rapporto al numero di vaccini somministrati. Per il leader di Forze Popolari invece, i vaccini a mRNA, attualmente in uso sono stati autorizzati in via condizionata, e il possibile beneficio del contrarre una malattia eventuale in forma più lieve, non sarebbe sufficientemente bilanciato con il rischio di effetti avversi a medio e lungo termine, in particolare per quanto riguarda i giovani e i bambini. Locci, ha anche sollevato la questione del piano pandemico non aggiornato e del quale sarebbero state applicate solo le misure restrittive e non quelle inerenti le cure. Il leader di Forze Popolari ha inoltre criticato fortemente una politica che, con un certo approccio dogmatico alla scienza, ha puntato tutto sui vaccini mettendo in secondo piano le possibili terapie, anche domiciliari. Dalla giornata de La Spezia emerge un importante riconoscimento politico dei nuovi movimenti di opposizione nati contro il green pass, anche se gli interlocutori sono rimasti sulle loro rispettive posizioni. Le prospettive di Costa e quelle di Locci, sono apparse divergenti non solo sul merito della questione vaccinale, ma anche sulla portata politica di questi provvedimenti, con il Sottosegretario che ha argomentato prevalentemente citando dati a carattere sanitario e il leader di Forze Popolari, che lo ha incalzato con questioni strettamente politiche come la compatibilità di un metodo vicino al sistema dei “crediti sociali” con la Costituzione vigente e l’ordinamento democratico. La giornata al Parco della Maggiolina, ha visto nel pomeriggio, dopo un intermezzo artistico e musicale, anche un seminario di approfondimento con interventi del biologo Franco Trinca, che ha parlato della prevenzione primaria tramite il rafforzamento delle difese immunitarie e dell’avvocato Erich Grimaldi, fondatore del gruppo promotore delle Terapie Domiciliari contro il Covid-19 UCDL. La giornata si è, infine, conclusa con un intervento dello scrittore Michele Giovagnoli, in collegamento da Torino.

Andrea Macciò

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