Oggi è il primo fine sabato di settembre, mese particolare, perché ci ricorda ancora l’estate e le relative ferie, ormai trascorse per la maggioranza di noi. Per combattere quindi la nostalgia dell’estate non vi è niente di meglio della classica gita fuori porta, o, come in questo caso, fuori dal centro, alla scoperta dei mille itinerari inconsueti che Firenze offre. Oggi vogliamo portarvi a scoprire la zona di Castello, che molti fiorentini, considerano solo come una periferia, ma che in realtà, è ricca di testimonianza storiche e di curiosità. Ad esempio, percorrendo le viuzze in salita sulla destra di Via delle Panche, ci si imbatte nel cosiddetto percorso di Pinocchio, testimoniato da molte epigrafi poste a ricordo del fatto, che proprio in quei luoghi, Carlo Lorenzini, trasse ispirazione per le Avventure di Pinocchio pubblicate con lo pseudonimo letterario di Carlo Collodi. E che dire poi delle splendide ville medicee di Castello e della Petraia, che da sole prendono mezza giornata di visita? In una delle due ville, poi, quella di Castello, ha sede una delle eccellenze culturali fiorentine l’Accademia della Crusca, che si dedica alla preservazione della lingua italiana, nella sua magnifica purezza che ne fa uno degli idiomi più belli del mondo. Il nome Accademia della Crusca, si deve forse proprio a questo vaglio linguistico, svolto nel corso dei secoli, dai suoi membri, a similitudine di quello tra il grano e la crusca, operato dagli agricoltori in fase di raccolto. A testimonianza di questo, vi è anche l’usanza, ancora in voga tra gli accademici della Crusca, di dotarsi di un nomignolo, di uno stemma e si un motto, che vengono riportati poi su un mestolo ligneo simile, appunto, a quelli usati per vagliare il grano e la crusca. E parlando di crusca, siccome le escursioni, anche brevi, fanno venire appetito, cosa c’è di una buona pizza, magari ispirata proprio dall’idea dell’Accademia della Crusca, di vagliare il grano da quest’ultima?

Rimanendo nella zona di Castello, infatti precisamente in Via Enrico Guido Bocci, si trova il Cru, una pizzeria, il cui titolare Lorenzo, ha scelto di utilizzare solo farina di crusca, da cui il nome del locale. Abbiamo voluto assaggiare le pizze, che come detto, sono di farina di crusca e sulle quali la guarnizione di ingredienti addizionali, è abbondante e personalizzabile e dobbiamo dire che sono davvero molto buone e leggere. Il che unito alla gentilezza dei camerieri rende il Cru una piacevole meta per gli amanti della pizza oltretutto a prezzi contenuti e fuori dall’affollamento di altre zone della città.

Luca Monti

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