Abbiamo ricevuto alcune segnalazioni di lettori, Cattolici praticanti, che si sono detti scandalizzati dalla campagna vaccinale della Regione Toscana, che ha avuto l’idea, probabilmente grazie ad un’agenzia pubblicitaria, di usare come testimonial, nientemeno che il diavolo. Tutto legittimo ma in un periodo come questo, ci domandiamo se da parte di un’istituzione, usare il diavolo, sia pure in forma ironica, come nella campagna vaccinale della Regione, sia stata davvero una buona idea, perchè un messaggio del genere suona effettivamente blasfemo.

Scrivere su un manifesto ufficiale della Regione Toscana: “Al diavolo l’influenza, quest’anno mi vaccino” risuona infatti, come un invito a cedere qualcosa al diavolo stesso, e nell’immaginario collettivo, è forte l’idea che vi siano anime vendute al signore oscuro, che per un Cristiano praticante, è messaggio, appunto offensivo. Inoltre questo messaggio appare, peraltro lanciato da un’istituzione pubblica, in un momento di grande confusione sociale che vede i fedeli con le chiese chiuse al culto per mesi, ed i Cittadini spaventati dal virus, ormai argomento unico da parte dei massmedia, contribuendo ad alimentare, a nostro avviso, un clima psicologico sfavorevole e fuorviante. insomma, si pensa giustamente alla salute fisica delle persone, ma forse si tralascia quella mentale, probabilmente altrettanto se non più importante della prima, perchè non a caso crediamo, i romani dicevano “Mens sana, in corpore sano” e non viceversa, dandoci l’idea che senza la tranquillità e l’equilibrio mentale, non può esservi salute fisica. Inoltre la campagna vaccinale della Regione Toscana, segue altri episodi legati ad altri testimonials di altra istituzione, ancor più importante, la Presidenza del Consiglio, che per sensibilizzare i giovani all’uso delle mascherine si è rivolta al cantante Fedez, ed a sua moglie Chiara Ferragni. Cosa c’entrano i Ferragnez, come i coniugi sono soprannominati sui social, con la campagna vaccinale della Regione Toscana? C’entrano per via della presunta blasfemia della coppia, che come la campagna vaccinale della Toscana, ha scatenato polemiche, sfociate persino in una denuncia verso la Ferragni, appunto per blasfemia, presentata dal Codacons. La denuncia è stata presentata, a fine settembre, dal Codacons, a seguito della pubblicazione sul profilo instagram della nota influencer, di una sua foto, ripresa da un dipinto di Giovanni Battista Salvi, detto il Sassoferrato, famoso pittore italiano nato nel 1609 e morto nel 1685, nella quale la Ferragni, appunto, è ritratta come una madonna, con un velo blu che le copre la testa ed in braccio ha il Bambin Gesù.

La foto in questione, è stata pubblicata anche dal noto settimanale Vanity Fair, in un suo servizio. Dal Codacons, subito dopo la denuncia, hanno fatto sapere che: “La foto ha scatenato reazioni nell’intero mondo Cristiano, e può realizzare fattispecie penalmente rilevanti per blasfemia ed offesa al sentimento religioso, avendo generato indignazione e raccapriccio nell’opinione pubblica.”

Senza contare che all’inizio del 2019, Fedez il marito della Ferragni, aveva indossato, in una foto con la moglie, una collana con un crocifisso raffigurante non il Cristo, ma Topolino, ed ovviamente anche tale episodio scatenò dure polemiche con i cattolici tradizionalisti, che invocavano esorcismi sulla celebre coppia.

Senza entrare nel merito della questione, se non per sottolineare il cattivo gusto di Fedez, e soprattutto della Ferragni, nel mettere in atto, e reiterare gesti provocatorii senza mettere in conto le reazioni di chi si sente offeso nel proprio credo religioso, o forse proprio per scatenarle ed ottenerne fama mediatica, vorremmo suggerire alle istituzioni di verificare preventivamente se sia il caso di affidare a personaggi sicuri forieri di polemiche, il compito di veicolare certi messaggi educativi, o addirittura di usare il diavolo come testimonial, sia pure in forma suppostamente ironica. Insomma scherziamo pure con i fanti, ma lasciamo stare Gesù, la Madonna, i Santi, ed il diavolo, per evitare di toccare un nervo scoperto della maggioranza degli Italiani, che, volenti o nolenti, sono Cristiani, quindi insofferenti, per non dire allergici alla blasfemia gratuita ed immotivata.

Luca Monti

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