Sta diventando virale sui social, la vicenda di un bar ristorante, presso un circolo bocciofilo, a Borgaro Torinese, gestito da una delle figlie della Signora Alessandra Traina, chiuso il 21 dicembre scorso, a seguito di un controllo dei Carabinieri, la sera precedente, durante il quale, la Signora, è stata portata in caserma, in manette, per essersi rifiutata di dare i documenti. Da noi raggiunta telefonicamente la Signora Alessandra, ci ha detto: “Premetto che il locale gestito, da ottobre, da una delle mie due figlie non era mai stato sanzionato per possibili male frequentazioni, nè per altri motivi, questo perchè si trova all’interno del circolo di una bocciofila, il cui consiglio direttivo, composto da nove persone, è molto attento su queste cose, ed anche noi, come gestori, rispettiamo le regole, imposteci dai Dpcm malgrado le difficoltà logistiche che questo comporta. Ma veniamo ai fatti. Domenica 20 dicembre, eravamo aperti per pranzo, con la chiusura fissata come da Dpcm, alle ore 18. Nel locale, che, a capienza piena, essendo grande, e strutturato su due piani, può contenere fino a duecento persone quel giorno ve ne erano circa sessanta, quindi un numero rispettoso del distanziamento, che sono state invitate ad uscire, da mia mamma, già alle 17:45, per permetterci la chiusura alle 18 in punto, cosa poi avvenuta. Alle 18:05, stazionavano ancora fuori dal locale, due coppie, una delle quali con un bambino di circa quattro anni, che si erano attardate per i saluti reciproci. In quel momento, sopraggiunge una pattuglia dei Carabinieri, che ferma queste due coppie. Decido di uscire, per vedere cosa stesse succedendo, ed a quel punto, uno dei Carabinieri, mi chiede chi io fossi intimandomi di dargli i documenti, e dicendomi che sarebbero entrati nel locale, per emettere un verbale nei nostri confronti. Al mio rifuto, con fare a mio avviso, provocatorio mi spinge a reagire, ed a sbottare con la famosa frase “Allora mettimi le manette”, che è l’inizio del video, che sta girando sui social. Comunque sia, sono stata davvero ammanettata, e portata in caserma, dove sono stata denunciata, e rilasciata. Il pomeriggio seguente, alle 15:30, mentre ero a casa, sono stata raggiunta telefonicamente da mia figlia, incinta, che, piangendo, mi chiedeva di correre al locale, perchè vi erano ben dieci Carabinieri, particamente l’intera stazione compreso il Maresciallo, per notificare il verbale di multa per assembramento e di chiusura per cinque giorni. I suddetti Carabinieri, sono rimasti, circa quattro ore all’interno del locale, dicendo in continuazione che la situazione era solo colpa mia. Io non ce l’ho con i Carabinieri, ci mancherebbe altro anche perchè, oltretutto, sono stata per nove anni la compagna di un Carabiniere, vorrei solamente che si rendessero conto delle difficoltà che un Cittadino, o una Cittadina, nel mio caso, vive, per questa assurda situazione nella quale ci toviamo, e dovrebbero applicare il buon senso, più che la rigidità, mentre noto che, perlomeno nella realtà di Borgaro Torinese sembrano accanirsi contro le attività del nostro settore, visto che non siamo stati i primi destinatari di verbali del genere.”

Nota del Direttore
In questo articolo è rappresentato fedelmente il punto di vista della Signora Traina. Potrebbero esserci delle difformità tra quanto dichiarato e quanto realmente avvenuto.
Vista la particolare situazione di tensione che molti cittadini stanno vivendo, consigliamo alcuni comportamenti da tenere nel rapporto con gli operatori di Polizia:
– fornire sempre i documenti di identità alla prima richiesta degli operatori, qualora non li aveste con voi dichiarare prontamente le proprie generalità.
– evitare i toni di sfida quali: “Ammanettami!”, nonostante siano dei professionisti l’attuale contesto è, necessariamente, fonte di forte stress anche per loro.
– non accusare gli operatori di avere finalità persecutorie, probabilmente si stanno solo attenendo ai loro ordini di servizio.

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