Le cronache di questi giorni segnalano un fenomeno molto particolare in Toscana, quello dello spaccio di droga, svolto non dai classici loschi figuri, ma da personaggi del tutto insospettabili. Dopo la scoperta del sacerdote pratese, dedito a tale commercio illecito, con tanto di contorno a sfondo sessuale, che già aveva turbato l’opinione pubblica alla fine della scorsa settimana, un nuovo fatto di cronaca, avvenuto a Viareggio, ripropone questo nuovo fenomeno sociale. Ad essere arrestata e posta ai domiciliari, è stata una 25enne di Viareggio, che insieme alla madre ed al compagno magrebino di quest’ultima, gestiva uno spaccio abbastanza importante, visto che le indagini della Polizia hanno permesso di stabilire che i fornitori magrebini dell’organizzazione gestita dalla ragazza, soprannominata “La Marocchina”, vendevano a quest’ultima circa 1500 Euro al giorno, di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, che venivano poi cedute ai clienti finali, tra i quali, anch’essi insospettabili, alcuni professionisti viareggini.

L’organizzazione guidata dalla “Marocchina”, agiva in modo molto “professionale” ed aveva operato anche durante il lockdown dello scorso anno, quando la ragazza, assunta con regolare contratto presso una ditta di pulizie, risultata estranea ai fatti, andava a rifornirsi di cocaina presso la Pineta di Ponente, con la scusa, valida ai fini dell’autocertificazione allora vigente, di recarsi al cimitero in visita ai parenti deceduti, insieme ai propri bimbi piccoli, di uno, due e quattro anni. Insomma, il mondo dello spaccio in Toscana, sta cambiando pelle molto rapidamente, mostrando il “lato oscuro della classe media”, fenomeno sinceramente inquietante sul quale andrebbe aperta una riflessione, per cercare di capirne le cause.

Leave a Reply

  • (not be published)