Il virus è stato la goccia che ha fatto spalancare il vaso di pandora dei debiti delle squadre di calcio di Serie A, quindici delle quali si trovano con le casse vuote, con alle porte la scadenza del primo di dicembre, quando le squadre dovranno versare 300 milioni di euro. La situazione stavolta, è molto più grave degli anni passati, perchè tante squadre anche di prima fascia sono in difficoltà. La stessa Juve, con gli stadi chiusi, e la mancanza dei tifosi a comprare i suoi gadgets, lamenta ventun milioni di mancati incassi, l’Inter ne ha persi tredici, il Milan dieci, eccetera. Il sistema calcio italiano inoltre sconta le minusvalenze dei top players, gli sponsors che sono sempre meno interessati al nostro campionato, nel quale vince sempre la stessa squadra ma soprattutto il mancato pagamento dei diritti tv da parte di Sky, Dazn ed Img, che, probabilmente per lo stesso motivo per il quale scappano gli sponsors, si sono rifiutate di pagare alla Lega, l’ultima rata da 230 milioni dei diritti dello scorso anno.

La Lega ha fatto causa al Tar, ed ha ottenuto un decreto ingiuntivo per riscuotere subito i soldi, ma non sembra che la controversia sia risolvibile e le tv cercano di rimandare il pagamento e addirittura chiedono degli sconti per l’anno 2020-21. Non va bene neanche il merchandising, cioè le vendite delle maglie e degli altri prodotti ufficiali delle squadre, perchè non andando i tifosi allo stadio, specialmente i ragazzi delle curve, calano anche le vendite. La pandemia ha messo quindi in ginocchio le squadre già indebitate, anche con i costi quotidiani dei tamponi, sommati ai minori introiti che abbiamo detto, e scopriamo allora che la Serie A, è un impero che è in una grossa difficoltà, che forse esisteva già, ma era coperta da giochi di plusvalenze ed altri artifici contabili, ed ora ci si domanda come facevano a pagare quelle cifre per i giocatori? E quante magliette deve vendere la Juve per pagare un fuoriclasse?

Safaie

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