Il 22 ottobre, prossimo, è la data, stabilita dal Ministro della Pubblica Istruzione, dello svolgimento del concorso per la selezione straordinaria di 32mila docenti precari con almeno tre anni di servizio, da immettere a ruolo nelle scuole superiori, al quale dovrebbe seguire quello per 46mila docenti di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie. Il concorso del 22 ottobre, sarà in presenza, e secondo le norme anticontagio, e sarà basato su una prova unica da svolgersi al pc, attraverso un quiz con cinque domande a risposta aperta, volte ad accertare le competenze disciplinari e didattiche dei candidati, più una sesta domanda che riguarderà la comprensione della lingua inglese. Il tempo previsto per la prova è di 2 ore e mezza, ed i candidati verranno ammessi alle graduatorie regionali di merito con il punteggio minimo di 7/10. Il concorso del 22 ottobre, partirà, comunque già tra le polemiche, perchè i docenti precari lo contestano. Abbiamo voluto saperne di più, e Monica Cedrola, del Comitato Nazionale Docenti Precari, “Noi della Terza Fascia”, ci ha spiegato il punto di vista dei docenti precari, dicendo: “Mentre il presidente del Consiglio Conte, dichiara alla televisione il prolungamento dello stato di emergenza sanitaria al 31 dicembre, sulla stampa compare l’annuncio da parte della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, della data del 22 ottobre del concorso straordinario di assunzioni, che si svolgerà quindi in piena pandemia, col rischio che, nell’eventualità, neppure tanto remota, che un candidato sia positivo od in quarantena, perda la possibilità di parteciparvi, non essendo prevista alcuna prova suppletiva. Peccato che quell’unica prova stabilita per il 22 ottobre, rappresenti per tanti docenti precari l’occasione di una vita, dato che molti di noi aspettano l’assunzione a ruolo da anni. Inoltre la prova stessa, sembra essere stata concepita per i non addetti ai lavori, vista la strutturazione delle domande fatta di puro nozionismo, che però si vuole far passare mediaticamente, come la necessità di reclutare gli insegnanti tramite un’unica prova “meritocratica”. Noi docenti precari, stiamo quindi protestando, perchè stanno negando il nostro diritto al lavoro, e stanno minando anche il nostro diritto alla salute. Non possiamo e non dobbiamo permetterlo, e per questo noi non ci arrendiamo.”

Leave a Reply

  • (not be published)