In Toscana, non si è votato solo per il Referendum Costituzionale, o per la presidenza della Regione Toscana, ma anche in diversi Comuni della nostra regione. I risultati sono abbastanza interessanti, e per certi versi sorprendenti.

A Viareggio ad esempio, è stato rieletto Sindaco, l’uscente Giorgio Del Ghingaro, del centrosinistra, con il 54%, ma è da notare che alle regionali i viareggini si sono espressi in larga maggioranza per Susanna Ceccardi, candidata del centrodestra.

Ad Arezzo, si andrà al ballottaggio tra il Sindaco uscente di centrodestra, Alessandro Ghinelli, dato per favorito, ma fermatosi a poco più del 47%, ed il suo rivale del centrosinistra, Luciano Ralli, che ha raccolto poco oltre il 35%, ma può consolarsi col ritorno del Pd, quale primo partito in città, con quasi il 25%. Con questa forbice, il dado sembra tratto per la rielezione di Ghinelli, ma come si è visto, tutto può succedere, ed occorrerà quindi attendere il ballottaggio tra quindici giorni.

A Follonica, si è registrata probabilmente la campagna elettorale più lunga della storia, data dal fatto che nel 2019, Andrea Benini del Pd, aveva vinto le elezioni per un voto di scarto, con il conseguente ricorso al Tar del suo sfidante di centrodestra, Massimo Di Giacinto, per ottenere il riconteggio delle schede, dal quale venne fuori che effettivamente vi erano stati degli errori, ed il Tar, ha ordinato il ballottaggio, che, causa covid, si è svolto solo un anno e mezzo dopo il primo turno elettorale. Si è quindi arrivati alla definitiva elezione di Andrea Benini, che ha raccolto il 54% dei voti dei follonichesi.

A Cascina, dove la candidata presidente della Regione, per il centrodestra Susanna Ceccardi, era stata Sindaco, invece, si andrà al ballottaggio tra Michelangelo Betti del centrosinistra, in testa con il 39% e l’Assessore uscente Leonardo Cosentini che insegue col 33%. A sentire i pareri dei cittadini, il vantaggio del centrosinistra, sarebbe dovuto alla delusione verso la Ceccardi, che da Sindaco, ha voluto passare all’Europarlamento, quasi dimenticandosi di Cascina, che secondo alcuni, non sarebbe nemmeno più amministrata, vista la non presenza dell’amministrazione comunale, in molti settori, quali ad esempio, la manutenzione del verde pubblico. Certamente, non possiamo non notare, in Toscana, la tendenza di molti nel centrodestra, ad “abbandonare” le proprie cariche, per inseguire ribalte politiche più prestigiose, e la Ceccardi sembra non sfuggire a questa consuetudine, tanto che già si vocifera su una sua rinuncia al seggio da Consigliere Regionale, che le spetta come candidata presidente, per tornare a quello di Strasburgo. Tutto legittimo per carità, ma forse, occorrerebbe mettere un freno legislativo a questa tendenza, perchè un territorio, qualunque esso sia, ma soprattutto i Cittadini che vi abitano hanno diritto ad essere amministrati da chi hanno votato senza vederlo transitare come una meteora per andare su livelli più alti. Insomma, a nostro avviso, servirebbe semplicemente vietare di candidarsi per altri incarichi, fintanto che si ricopre già una carica elettiva, qualsiasi essa sia, anche perchè, forse saremo un pò volgari e ci scusiamo per questo, ma l’essere umano ha un culo solo, col quale non si possono occupare due, o più poltrone.

Altro caso per evitare il quale, occorrerebbe una riforma normativa, è sempre in provincia di Pisa. Ad Orciano Pisano, infatti, piccolo comune di 614 abitanti sfruttando la non necessaria presentazione di firme a corredo delle liste, si è presentata una lista “fantasma” denominata “L’Altra Italia” che aveva una singolare particolarità, quella di essere composta solo da cittadini pugliesi, e residenti in soli due comuni, Taurisano ed Ugento, nel leccese. Ovviamente ha vinto le elezioni la lista avversaria, di centrodestra ed è stata eletta Sindaco, con l’81% Giuliana Menci, giunta al terzo mandato. Ma il punto, è che con i tredici voti ottenuti, e nessuna preferenza espressa per i candidati consiglieri, che non avevano alcun legame reale col territorio di Orciano Pisano, la “lista fantasma” dell’Altra Italia, nomen omen, ha ottenuto ben tre consiglieri comunali, che probabilmente secondo le normative, saranno il candidato sindaco Claudia De Blasi, ed i primi due nominativi della lista, ma la domanda è: si faranno mai vedere in Comune? Ed è accettabile questa situazione?

Luca Monti

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