Abbiamo dato notizia della morte di Diego Armando Maradona, ma non potevamo non celebrare questo “artista del pallone” senza parlare, appunto di arte. Ci sono tornati in mente, allora, due piccoli capolavori della street art napoletana, dedicati, ille tempore al grande numero 10. Il primo si trova su un muro dei Quartieri Spagnoli, precisamente in Via Emanuele de Deo, che ci sembra luogo decisamente azzeccato per un murale dedicato a quello che per molti e’ stato il “dio” del calcio. Il murale venne realizzato da un giovane del quartiere, Mario Filardi scomparso nel 2010, a soli 43 anni, piu’ o meno intorno al ventesimo anniversario di quella che possiamo definire la sua opera piu’ famosa. Filardi, venne pregato da un gruppo di tifosi azzurri che conoscevano le sue doti artistiche, di realizzare il murale di Via de Deo, per celebrare la vittoria del secondo scudetto del Napoli. Il giovane Mario, lavoro’ al murale per tre giorni e due notti, durante le quali, il muro era illuminato dai fari delle auto dei ragazzi, per permettergli di dipingere. Al termine dell’opera, il murale venne celebrato con tanto di fuochi d’artificio. Il problema pero’ al quale nell’entusiasmo generale, nessuno aveva pensato, era la sua conservazione. L’opera, infatti, venne realizzata con i fondi raccolti attraverso un’apposita colletta, con una semplice vernice da imbiancatura, che inizio’ presto a deteriorarsi. Nel 1998, il colpo di grazia al murale, che nella foto mostriamo prima e dopo il restauro, venne dato dall’apertura di una finestra, proprio in corrispondenza del volto di Maradona.

Da quel momento il murale di Via de Deo rimaneva nella memoria storica del luogo ma perdeva ogni valore artistico. Ma, come sempre accade per i capolavori, sia pur piccoli, che sono destinati a fare la storia dell’arte, grazie ai messaggi che sanno trasmettere a chi li osserva, anche l’opera di Mario Filardi, ha trovato un mecenate, in questo caso, Salvatore Iodice, artigiano con bottega proprio nei Quartieri Spagnoli, che decise, nel 2017, di farsi promotore, ed in gran parte finanziatore, del restauro del murale, per riportarlo a vita nuova. L’iniziativa di Iodice, ottenne anche il supporto del Comune di Napoli, che mise a disposizione il carrello elevatore per restaurare l’opera, velocemente, ed in sicurezza. Il restauro venne portato a termine nell’ottobre del 2017, dallo street artist Francisco Bosoletti, argentino come Maradona, che ha ridipinto, sopra la finestra, il volto del calciatore. E proprio nel 2017, veniva realizzato il secondo murale dedicato a Diego Armando Maradona. Questa volta, non si e’ trattato piu’ di un’opera dilettantesca nata per la goliardia estemporanea dei tifosi partenopei, ma di un murale professionale, opera di Jorit street artist napoletano, classe 1990, che e’ uno dei maggiori esponenti italiani della street art contemporanea, i cui ritratti iperrealistici di personaggi famosi campeggiano sui muri di molte citta’ del mondo, non solo europee.

L’opera di Jorit gigantesca come nel suo stile, si trova nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, e raffigura, non il Maradona mitico del murale di Filardi, ma un Diego Armando piu’ intimo, non in maglietta e calzoncini ma vestito come un comune mortale. Jorit insomma, sembra aver optato per la raffigurazione di Diego Armando Maradona, come un dio sceso tra gli uomini dall’Olimpo. Ed un indizio in tal senso, ce lo da’ la scritta con la quale Jorit, ha accompagnato il suo murale: “Dios Umano.” Fra l’altro l’opera di Jorit, appena realizzata ricevette l’approvazione dello stesso Maradona, che in un post su Facebook, ne pubblicò la foto col seguente commento: “Grazie Jorit! Grazie Napoli! Noi siamo una tribù umana! I segni rossi sul viso simboleggiano questo concetto.” Vedremo se altri murales, a soggetto Maradona verranno realizzati, in futuro, ma certo nessuno di essi, potra’ essere comparato a queste due opere storiche sui muri dei Quartieri Spagnoli, e di San Giovanni a Teduccio, con le loro storie, e le emozioni che riescono ancora a trasmettere.

Luca Monti

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