L’artista più misterioso al mondo, aldilà delle considerazioni sul suo valore, comunque indiscusso, è sicuramente Leonardo da Vinci. Intorno alle sue opere, infatti, si è sviluppata una sorta di aura misteriosa, che ha dato il via anche ad una vera e propria letteratura misterica leonardesca della quale Dan Brown, è stato probabilmente il controverso capostipite col suo “Codice da Vinci”. Io stesso mi sono occupato, in chiave misterica qualche anno fa, sulla rivista “Novum Imperium”, della “Visitazione dei Magi” del genio vinciano, esposta agli Uffizi. Ma quello che sta succedendo in questi giorni, intorno al “Salvator Mundi”, dipinto leonardesco, che come tutti sanno, è stato venduto ad un’asta da Christie’s nel novembre del 2017 al costo di 450,3 milioni di dollari, divenendo l’opera d’arte più pagata al mondo, più che un mistero, sta diventando una sorta di giallo internazionale alla Agatha Christie, nomen omen.

 

Aldilà del prezzo di aggiudicazione, infatti, null’altro si sa del “Salvator Mundi” da dopo la famosa asta da Christie’s. Da un lato, è del tutto normale e comprensibile la privacy sopra l’acquirente, ma qualcosa sembra non tornare in questa vicenda, sin dall’inizio, a cominciare dalla mancata presenza in sala da Christie’s, di un qualsiasi delegato del Governo Italiano. Non dico che il nostro Paese avrebbe dovuto partecipare ufficialmente all’asta visto che 450 milioni di dollari sono davvero tanti, ma quantomeno un funzionario anche di terzo o quarto livello, avrebbe potuto occuparsi di “osservare” la vendita di un tale pezzo artistico, che comunque appartiene idealmente al nostro patrimonio culturale, essendo frutto del genio di Leonardo. Ma ancor più sorprendenti sono le notizie circolate sul “Salvator Mundi”, qualche tempo dopo l’asta. Alcuni siti specializzati, infatti, ipotizzavano che il dipinto leonardesco, fosse stato utilizzato come una figurina dei calciatori Panini, per uno scambio con uno yacht extralusso, nel giro dei magnati arabi, salvo poi essere smentiti dall’annuncio che il “Salvator Mundi” sarebbe stato il capolavoro assoluto del Louvre di Dubai, progetto controverso, mai compiutamente realizzato, e che comunque non vede l’opera di Leonardo al centro. Ecco quindi che da italiani, ed amanti dell’arte, non possiamo non chiederci, che fine abbia fatto il “Salvator Mundi” di Leonardo. Ma un altro tassello si aggiunge, adesso, al mistero su questo dipinto. Ieri, 18 novembre, infatti, Annalisa Di Maria ricercatrice italiana dell’International Committee Leonardo da Vinci, ha dichiarato di aver ritrovato, studiando le opere di una collezione privata di Lecco, un bozzetto a sanguigna leonardesco, raffigurante il “Salvator Mundi”, che a suo dire, non sarebbe mai stato riportato su tavola dall’artista vinciano, e sarebbe quindi di fatto, l’originale.

A supporto della sua ipotesi la Di Maria, evidenzia il fatto che Leonardo ha dipinto la maggior parte dei ritratti, in movimento e con una impressionante dinamicità, utilizzando il posizionamento del corpo “di tre quarti” caratteristiche non riscontrabili nell’opera venduta all’asta, ed ancora, come gran parte di altri lavori del genio di Vinci, non furono mai portati a compimento su tavola. La ricercatrice, ha poi annunciato l’intenzione di portare la sua corposa ricerca di oltre sessanta pagine sulla questione, in una conferenza pubblica a Firenze, appena sarà possibile farlo, in presenza, e non online. Effettivamente non esistono pareri univoci da parte degli esperti, sull’attribuzione a Leonardo del dipinto su tavola da 450 milioni di dollari, e questa dichiarazione di Annalisa Di Maria, apre nuovi scenari, che potrebbero mandare in cortocircuito il mercato dell’arte, se venisse messo in discussione il sistema di expertise delle case d’asta più prestigiose al mondo, quali, appunto Christie’s, anche se quest’ultima ha venduto il “Salvator Mundi”, con la dicitura prudenziale di “attribuito a….”

Peraltro già il critico d’arte Vittorio Sgarbi, nella primavera del 2019, aveva ventilato, anche se con toni prudenti al riguardo, la possibilità che la tavola venduta da Christies, non fosse l’originale. Insomma, sembra proprio che i misteri di Leonardo da Vinci non finiscano mai.

Luca Monti

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