Ieri pomeriggio, 27 febbraio, in Piazza Sant’Ambrogio, Il Partito Comunista ha organizzato la manifestazione: “La Repubblica Italiana a chi lavora!”

Si è trattato di una manifestazione di protesta contro le politiche del nuovo Governo, presieduto da Mario Draghi. Aldilà degli slogan tipici dell’area comunista, il dato politico interessante, che a nostro avviso emerge dalla manifestazione di ieri, è stata l’adesione di svariate sigle, che potrebbe far pensare, all’inizio di un percorso quantomeno condiviso, a fronte di una storica divisione fra le varie anime della sinistra radicale. Insomma, forse le difficoltà sociali provocate da questo clima di eterna emergenza, e le prospettive future, non certo rosee in tal senso, hanno creato le basi per una riunificazione della galassia comunista in Italia?

E’ presto per dirlo, ma certo, quello di ieri è stato, secondo noi, un indizio in tal senso. Le sigle note e meno note, che hanno aderito, oltre al partito Comunista, che era appunto, l’organizzatore della manifestazione, sono state: Patria Socialista, M 48, Riconquistare l’Italia, Carc.

La chiusura dell’evento, è stata affidata a Lenny Bottai, Segretario del Partito Comunista di Livorno, e noto ex pugile che è arrivato molto vicino a battersi per il titolo mondiale dei Super Welters,, ed il cui nomignolo sul ring, era “Mangusta”.

Nell’intervista che ci ha rilasciato, ha dimostrato una coerenza invidiabile nel sostenere le stesse idee che porta avanti da anni oltre, a nostro avviso ad una maggior capacità di analisi politica, rispetto al passato, segno evidente che l’esperienza da candidato al Consiglio Regionale, lo scorso anno, è stata una buona palestra.

Sinceramente siamo rimasti colpiti dalla manifestazione di ieri, e ci auguriamo che possa essere preludio per una nuova era politica che torni a mettere al centro i valori veri, che oggi, sono rappresentati solo dalle ali estreme e contrapposte tra loro, della politica, perchè, ormai la melassa centrista e centripeta, del tutti dentro al Governo, sta appiattendo e schiacciando il Paese, su un pensiero unico dominante.

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

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