Ieri, un’ondata di maltempo, ha provocato l’esondazione del fiume Panaro, con enormi danni, e centinaia di sfollati, nel modenese.

Si ripropone, ancora una volta, il tema della fragilita’ ambientale e geologica del nostro Paese, che, malgrado il ripetersi periodico di tali tragici eventi, sembra non voler entrare nell’agenda della politica.

Ci domandiamo, infatti, come mai nonostante, appunto, il ripetersi di violente inondazioni, non si riesca a prevedere un piano di manutenzione, ordinaria, e straordinaria, degli alvei, e degli argini dei fiumi, che in molte, troppe parti d’Italia appaiono malcurati, se non addirittura abbandonati, e pieni di rifiuti e vegetazione spontanea, che rappresentano, oltre che una pessima immagine dei luoghi, anche un potenziale pericolo di inquinamento e di impedimento al corretto deflusso delle acque.

Insomma sembra proprio che non si riesca ad uscire dalla logica della ricostruzione per entrare in quella della prevenzione.

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