I derivati “Alexandria” e “Santorini”, sottoscritti dal Monte dei Paschi di Siena, con Deutsche Bank e Nomura, che sono già costati una condanna penale pesante a carico di Giuseppe Mussari ed Antonio Vigni, stanno continuando a mietere vittime illustri sul fronte giudiziario. Ieri, infatti, i Giudici di Milano, hanno condannato, in primo grado, a sei anni e sei mesi, oltre a cinque anni d’interdizione dai pubblici uffici, due anni d’interdizione alla contrattazione con la pubblica amministrazione, e due milioni e mezzo di euro di multa ciascuno, i successori di Mussari e Vigni, ai vertici della banca senese, Alessandro Profumo, e Fabrizio Viola, rispettivamente quali ex presidente, ed ex amministratore delegato di Mps.

Oltre a Profumo e Viola, è stato condannato, a tre anni e mezzo, anche l’ex presidente del collegio sindacale di Mps, Paolo Salvadori. I Giudici milanesi hanno riconosciute valide, in sostanza, le accuse di aggiotaggio e false comunicazioni sociali per i due banchieri Profumo e viola, e di sole false comunicazioni sociali per Salvadori, che avrebbero coscientemente contabilizzato, nel bilancio dell’istituto di Rocca Salimbeni, i derivati “Alexandria” e “Santorini”, per coprire le perdite scaturite dall’acquisizione di Antonveneta. La decisione dei giudici, ha sorpreso un pò tutti, dal momento che anche i Pm titolari dell’inchiesta, avevano chiesto l’assoluzione per gli imputati, i legali dei quali, hanno già espresso la volontà di ricorrere in appello. Ma anche il mondo della politica si è subito interessante di questa vicenda, perchè Alessandro Profumo, uno dei tre indagati, è, attualmente Amministratore Delegato di Leonardo, importante azienda di Stato, ed alcuni parlamentari del M5S, insieme a Di Battista, ne chiedono le dimissioni da tale incarico, a seguito della condanna di ieri, che, tuttavia, occorre ricordarlo, è solamente in primo grado, quindi non definitiva.

Leave a Reply

  • (not be published)