Il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha deciso di spendersi politicamente in prima persona, nella questione delle infrastrutture bloccate, specialmente nell’area metropolitana fiorentina, dalle beghe infinite tra le varie anime del monopartito di governo, che risalgono ormai a trent’anni fa. Per questo, prima di Natale, ha riunito, intorno ad un tavolo, i Sindaci di Firenze, Campi Bisenzio e Prato, insieme ai relativi Assessori ai Trasporti e Direttori Generali, per valutare la fattibilità di un allungamento delle linee tramviarie dal capoluogo di regione, fino a Prato, prendendo come base di partenza l’aereoporto di Peretola, già capolinea della linea 2.

Il Sindaco di Sesto Fiorentino, l’altro Comune toccato da questo progetto, avrebbe già dato il suo consenso, pur senza partecipare al tavolo, in quanto non facente parte del Pd. La riunione infatti, oltre ad essere propedeutica per il lancio effettivo di questa nuova linea tramviaria di area metropolitana, doveva servire evidentemente anche da termometro, per misurare la temperatura dei rapporti tra le varie correnti del partito di riferimento, e sembrerebbe aver dato esito positivo in tal senso, stando alle voci di corridoio, essendo i protagonisti dell’incontro, abbottonati sull’argomento. Insomma la Giunta di Eugenio Giani, sembra aver imboccato la corsia d’accelerazione sulla strada dello sviluppo infrastrutturale. Ma, come in tutti i progetti umani, per far sì che questi non restino solo dei bei sogni, occorre fare i conti con la realtà,che in questo caso è economica. Ci domandiamo, infatti, con quali soldi la Regione Toscana, potrà finanziare un’opera del genere, che a cazzotto dovrebbe avere un costo di almeno un miliardo di Euro, in un periodo di vacche magre anzi smunte, come questo? A meno che, come si vocifera Eugenio Giani, ed il Pd toscano, non pensino di attingere ai fondi europei impresa tutt’altro che facile, viste le verifiche strette del loro utilizzo preannunciate da parte delle autorità di Bruxelles. Insomma, ancora una volta, crediamo che la Toscana resterà indietro sul piano infrastrutturale perchè la politica, anzi, il partito unico regionale, in trentanni malgrado le promesse di sviluppo, ha solo saputo litigare al suo interno. E’ chiaro che adesso, Giani, anche se andasse al massimo, non può che perdere la corsa, come un maratoneta che desse trenta kilometri di vantaggio ai propri avversari, che, in questo caso sono le nuove tecnologie, ed i i nuovi stili di vita, che rischiano di rendere obsoleta anche quest’idea.

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