Volevamo fare un focus su una malattia, che rientra in quelle cosiddette rare, ma che per coloro che ne sono affetti e soprattutto le loro famiglie rappresentano un vero problema esistenziale, la sindrome di Asperger.

Per far questo, non avendo alcuna competenza medica, abbiamo deciso di intervistare la signora Stefania, madre di un ragazzo affetto da tale sindrome, che ci ha detto: “I ragazzi con la sindrome di Asperger, soffrono più degli altri questa situazione di distanziamento sociale, in quanto hanno bisogno del contatto umano, tanto da risultare persino assillanti, perchè ripetono spesso le stesse cose, proprio per ottenere quel contatto. Il ripetere le cose, è dato poi dal fatto che gli affetti da sindrome di Asperger non hanno i filtri mentali che frenano le persone cosiddette normali, nei loro rapporti sociali. Va sottolineata poi la predilezione, che in genere i ragazzi con la sindrome di Asperger, hanno per lo studio della matematica, e per questo, andrebbero capiti e valorizzati dal sistema scolastico, come mio figlio che l’anno scorso avrebbe dovuto fare con la scuola, uno stage presso l’Ufficio del Turismo, idea che gli procurava tanto entusiasmo, e per affrontare il quale aveva imparato ad usare determinate tecnologie per relazionarsi coi turisti, e che purtroppo si è invece ritrovato, come tutti i ragazzi della sua età, chiuso in casa. Per fortuna nel mio caso specifico, abbiamo un ottimo rapporto con gli insegnanti, ma so che in molte situazioni non è così, proprio perché la scuola non capisce le problematiche legate a questa sindrome considerandole dei disturbi psichiatrici da curare solo con le medicine mentre in realtà l’Asperger si può curare, non guarire purtroppo, anche con metodi naturali. Per quanto riguarda le cause di questa sindrome rara, sembra che siano da imputare ad un accumulo di alluminio nella testa, che probabilmente appesantisce i vasi sanguigni che alimentano il cervello, intossicandoli e provocando così la malattia.” Siamo sicuri che una breve intervista non possa essere esaustiva delle problematiche legate ad una sindrome rara e della quale come in questi casi, poco o nulla si sa, specialmente se a digiuno di conoscenze mediche, ma crediamo che sia comunque interessante parlarne, perché magari attraverso il dialogo, si potrebbe concretizzare una rete di assistenza reciproca tra famiglie di ragazzi ed adulti, affetti da questa malattia.

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