Firenze si sta avvicinando di nuovo, pericolosamente, al record negativo di abitanti, che era stato toccato nel 2007, quando i residenti erano solo 364mila.

Dopo una lenta ripresa, che aveva portato i residenti ai 376mila e spiccioli nel 2018, la tendenza è tornata al ribasso negli ultimi due anni, ed attualmente gli abitanti della nostra città sono 365.437, molto vicini quindi come detto, ai numeri del 2007. In pratica Firenze, si sta spopolando, al ritmo di venti persone residenti, in meno, al giorno. Venti persone sono poche si dirà, ed in effetti, è vero, tuttavia occorre pensare in chiave futura poichè su base annua la perdita di residenti, è calcolabile in settemila300 che vuol dire che il prossimo anno, sarà quello del nuovo record negativo con una stima di meno di 357mila abitanti. I motivi di questo rapido spopolamento di Firenze, sono vari, e ne abbiamo già parlato in diverse occasioni, ma, adesso, i dati ufficiali sono davvero impietosi, e descrivono uno scenario per nulla incoraggiante, che mette l’Amministrazione Comunale davanti a delle scelte politiche, che devono essere chiare e precise, qualunque esse siano, per non dare adito ad equivoci. Intendiamoci non per forza un calo demografico è negativo, purchè esso sia controllato e governato, per arrivare ad un obiettivo di equilibrio e di sostenibilità ambientale, tra superficie territoriale e densità abitativa, tenendo però presente che ad un calo di residenti, specie se marcato, corrisponde un altrettanto marcato calo di peso politico, e di attrattività per investimenti economici. Insomma se il Comune di Firenze, dovesse decidere che piccolo è bello, non vi sarebbe niente di male, ma poi non dovrebbe lamentarsi di minori entrate da imposte locali, minori stanziamenti statali, e minori investimenti privati. I vantaggi derivanti dall’ever meno residenti potrebbero essere viceversa, di tipo ambientale, con miglior qualità della vita, minor traffico, ed una risoluzione al problema abitativo, avendo maggiori immobili liberi a disposizione, che permetterebbero di collocare tutti coloro che ne hanno bisogno in una casa vera, e non di fortuna, col conseguente termine del fenomeno delle occupazioni abusive. Di controcanto, tuttavia, si creerebbe uno squilibrio tra abitazioni e servizi con una riduzione probabile delle attività commerciali, causata dalla crisi del turismo, che nel breve periodo, non appare di facile soluzione, e che se incrementata dal calo dei residenti, potrebbe diventare strutturale innescando un circuito di minor gettito fiscale. Se, viceversa, il Comune di Firenze, dovesse decidere di invertire questa tendenza demografica negativa, dovrebbe farlo, con un obiettivo di crescita sostenibile, fino al livello di mezzomilione di abitanti. ma per fare questo, deve avere il coraggio di rinunciare a quella che sembra, invece essere la colonna portante della politica locale, vale a dire la rete tramviaria, che va nella direzione opposta a quella di uno sviluppo demografico, a favore di un potenziamento delle linee Ataf, anche notturne, da e per il centro, unito alla creazione di un maggior numero di parcheggi, e ad una riconsiderazione della Ztl, per orari ed estensione, perchè occorre prima di tutto ripopolare il centro se si vuole ridar vita a Firenze, ma per farlo, bisogna renderlo raggiungibile, non blindarlo come adesso. Insomma, adesso la palla della risoluzione del problema del calo demografico fiorentino, che è stato certificato dai dati anagrafici ufficiale, è sui piedi del Sindaco, e della sua squadra, e sta a loro, segnare il gol decisivo.

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