Come abbiamo scritto più volte, Firenze, è morta economicamente, e adesso non si tratta più solo di una nostra idea o considerazione, ma la cosa è certificata dai dati divulgati dall’osservatorio permanente Confimprese – Ey che sono impietosi, sia per la totalità del Paese, che soprattutto per la nostra città. Il 2020, infatti, è stato come ampiamente previsto, un annus horribilis per l’economia italiana, che secondo l’osservatorio in questione, ha fatto registrare un crollo verticale dei consumi, con una media nazionale del 40% in meno sul 2019. Ma veniamo al dato toscano, già inquietante, che arriva infatti, ad un meno 54% per finire con Firenze, appunto, che ha fatto registrare il risultato peggiore d’Italia, con un meno 59,6%.

Se al dato del crollo dei consumi, aggiungiamo quello della moria delle aziende, che secondo Infocamere – Unioncamere, a Firenze, ha fatto registrare lo scorso anno la chiusura di oltre 5mila imprese, ecco che i dati certificano, a nostro avviso la morte economica della città, peraltro testimoniata dalle strade ancora deserte, o quasi, malgrado Firenze, sia in zona gialla. Il problema, è che la gente, almeno da noi, sembra, ormai preferire una vita quasi del tutto virtuale, rispetto a quella reale, con gli acquisti online, che sono cresciuti, invece, in modo diameltramente opposto a quelli nei negozi fisici. E da Cittadini, non possiamo non indignarci del pessimo lavoro svolto sin qui dai politici, nazionali e locali, di ogni ordine, grado e partito, che, dopo aver assecondato supinamente, i voleri di un fantomatico comitato tecnico scientifico, che ha dettato legge finora, asfaltando letteralmente la politica nella gestione dell’emergenza sanitaria ed imponendo misure palesemente eccessive, e come testimoniano i dati devastanti per l’economia, adesso non trovano di meglio da fare che litigare per uno sgabellino, mentre ci sono persone che non possono più permettersi neanche un tramezzino. Ed ancor più ci dispiace che i protagonisti di queste diatribe da operetta di avanspettacolo per un teatro parrocchiale, siano delle nostre parti, a cominciare da Matteo Renzi, le cui rottamazioni, sono ancora nelle nostre menti, per continuare con il Senatore Riccardo Nencini, sedente da oltre trentanni sugli scranni romani che, ancora, si rende protagonista mediatico del salvataggio del Governo Conte, votando fuori termine, con un escamotage da prima repubblica. E se in qualche modo, possiamo capire che Roma, dista da Firenze, qualche centinaio di chilometri, e quindi, Renzi e Nencini, potrebbero non sentire e non vedere ciò che accade da noi, ci risulta ancor più incomprensibile, il discutere, ieri, a pranzo, tra Eugenio Giani, Presidente della Toscana, ed il renziano Stefano Scaramelli, non già di come risolvere il problema economico, evidenziato dai dati che abbiamo citato, ma dell’opportunità o meno, di aprire la maggioranza in Regione, ai 5 Stelle, oppure, cosa ancor più incredibile, se sia il caso di creare un nuovo assessorato regionale, con ben due sottosegretari che non aveva neanche il Granduca. Insomma, cari politici, forse sarebbe l’ora di uscire dalla vostra torre d’avorio senza finestre, perchè tutto intorno il Paese brucia, e voi fate finta di non vederlo.

Luca Monti

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