Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, al termine di un incontro con i segretari regionali delle confederazioni Cgil, Cisl e Uil, del comparto bancario, Dalida Angelini, Riccardo Cerza ed Annalisa Nocentini, tenutosi il 7 dicembre scorso, in relazione alle prospettive di MPS, a seguito dell’ipotesi di una ventilata fusione fra l’istituto di credito senese, ed Unicredit. ha dichiarato: “Lavoreremo insieme per indurre il Governo a mantenere le sue quote in Mps e per fermare il processo, di cui si paventa un‘accelerazione, per la fusione con Unicredit. Questo anche tenendo conto della reazione degli stessi mercati nei confronti di questa ipotesi, ma soprattutto perché è necessario approfondire fino in fondo altre prospettive. Allo Stato chiediamo di non procedere alla fusione ma di attendere il tempo necessario per poter rafforzare e valorizzare le caratteristiche della banca. La situazione economica in Toscana è di estrema gravità, e come sul piano dell’emergenza sanitaria si affronta il Covid con tutti gli interventi necessari, allo stesso modo dobbiamo essere consapevoli che l’emergenza economica non può tollerare progetti quali la fusione del Mps con Unicredit, che comporterebbe 6 mila esuberi e l’assoluta perdita di identità di una banca che da secoli trova in Toscana una sede privilegiata. Mps rappresenta oggi una realtà che indubbiamente risente di quello che è stata la grave crisi affrontata negli anni ma che da tutta una serie di indicatori e segnali dà la percezione di potersi consolidare e riproporsi rafforzata sui mercati. Ha un management di assoluta qualità e superati i contenziosi e gli oneri che sono il portato di una gestione passata, in realtà il corpo della banca si propone a mio giudizio, come competitivo e con solide prospettive. Con questa visione d’insieme, è stato molto importante approfondire e condividere analisi e obiettivi con le rappresentanze regionali, dei sindacati confederali del comparto bancario.”

Aldilà delle dichiarazioni del Presidente della Regione, Eugenio Giani che paiono basate sul timore, comprensibile, di una riduzione del numero dei dipendenti delle 306 filiali attive in Toscana, che rappresentano circa un quarto del totale di MPS, secondo alcuni analisti, vi sarebbe tuttavia, anche un timore di natura politica, verso questa fusione bancaria. Nello stesso passo del suo comunicato stampa, infatti, Eugenio Giani, ha affrontato, sia, il tema dei 6mila esuberi tra i dipendenti, sia quello della secolare identità della banca, che apparirebbe ridondante, visto che Siena è già nella sigla, e nell’atto di nascita del 1472, di MPS, e che comunque, il mercato non tiene conto dell’origine di un’azienda, sia essa bancaria, o meno. Ecco quindi che il ribadire l’identità di MPS da parte di Eugenio Giani, con quel “trova in Toscana una sede privilegiata” si presta, appunto, ad interpretazioni politiche, considerando che quando si parla di identità, la Toscana, si identifica politicamente col Pd, ed il timore che emerge da queste parole di Giani, potrebbe dunque, essere legato ad una perdita di controllo politico del partito sul principale istituto di credito della regione. La palla comunque, è in mano al Governo, ed al mercato, che vedremo come reagiranno all’appello del Presidente della Toscana, contro la fusione tra MPS ed Unicredit.

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