“Estate Corsara” è l’ultima raccolta poetica di Alessandra Corbetta, curatrice del volume “Distanze obliterate. Generazioni di poesie sulla rete” e direttrice del blog Alma Poesia.

“Estate Corsara”, ripercorre una lontana stagione della vita, quella dell’estate 2006. Un amore a distanza, intenso e breve come il periodo più caldo e magico dell’anno un amore nomade, vissuto tra continui cambi di destinazione. dell’estate abbiamo appena detto, ma perché “Corsara”?
Il termine del titolo ripreso dalla canzone “Le rane”, dei Baustelle, riesce ad evocare nel lettore il senso di intensità e predazione, il voler vivere senza sconti e nel presente, le emozioni di quella lontana estate. Come afferma nella nota al testo Mauro Sonzogni, ognuno ha una sua stagione in cui esce allo scoperto, e quella di Alessandra Corbetta, è l’estate: un’estate corsara, appunto, che non aspetta e non perdona. Riportiamo a tale proposito per far comprendere l’intensità del sentimento scaturito quell’estate, una poesia tratta dal libro:


“Così il mondo stava/nel succedersi esatto degli ombrelloni blu/una ragazza li attraversa/con le gambe lunghe/che reggono sfacciate il senso dell’estate” (Estate 2006).


L’altra protagonista di “Estate Corsara”, però, è la Toscana: Firenze, Pietrasanta, Arezzo, Monteriggioni, Marradi, Livorno, Siena, Lucca, Fiesole. La raccolta poetica, divisa in tre parti, prima, durante e dopo, si dipana, infatti, come un lungo dialogo con questi luoghi, alcuni notissimi altri affascinanti, ma più appartati come Marradi, che diventano come interlocutori della ragazza che ripercorre le emozioni della sua estate corsara e il processo di elaborazione di un amore finito. La raccolta è dunque una dichiarazione implicita d’amore a questi luoghi e insieme un invito a guardarli con occhi nuovi. Protagonisti della Firenze, raccontata da Alessandra Corbetta, sono quelli che un antropologo definirebbe i non luoghi, i treni e le stazioni, in particolare quella decentrata di Campo di Marte, alla quale non a caso, sono associate alcune poesie, tra le quali, riportiamo la seguente:

“A stare in un’isola bianca nuvola/tra divieti e divieti ancora sussurati/la ragazza dell’ottanta (sbuca fuori in un improbabile perché/la si può scorgere giovane come la si ricorda/ in balia dei treni”(Campo di Marte II).
Ogni luogo è dunque associato e trasfigurato dal ricordo delle emozioni provate da Alessandra Corbetta, nella sua estate corsara e Siena, non fa eccezione, come dimostra la poesia sottostante:

“Siena si fa fredda/ ma nella foto è ancora giorno/e le parole lo giuriamo sono nostre/le parole fanno poesia – Siena amore mio è stata forse una bugia” (Siena II).

Una delle poesie ABCD (Le partenze del sabato vuote a Milano/sono come le attese che abbiamo) è stata anche musicata da Ken Ciro Ken Ciro – ABCD (Milano-Firenze) – YouTube.

La musica, come elemento di attenuazione e rielaborazione delle sofferenze e delle delusioni, è uno degli altri grandi temi toccati da “Estate Corsara”, che in definitiva è interessante perchè rappresenta un viaggio poetico in una Toscana appartata e inedita, ma anche un viaggio sentimentale dell’autrice, alla riscoperta di se stessa, evocando e risvegliando emozioni profonde, nelle quali, molti lettori possono riconoscersi e magari ritrovare con la memoria la loro propria estate corsara.

Andrea Macciò

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