Abbiamo già scritto della polemica tra Gianna Nannini, ed i sindacati di Polizia, per le immagini del video dell’ultima canzone dell’artista senese intitolata: “L’aria sta finendo”. Adesso, a scagliarsi contro tale video rinfocolando la polemica, è Giovanni Baggio, presidente nazionale dell’Aiart, Associazione Italiana Ascoltatori Radio e Televisione, che ha dichiarato: “Il filmato ha fatto arrabbiare molti, non tanto per il testo ma per le immagini che vengono trasmesse, che molti hanno giudicato fortemente offensive. Nel video della canzone della Nannini, infatti, oltre a vedersi poliziotti ed uomini in divisa raffigurati come maiali, ad un certo punto compare una serie di pasticche con sopra raffigurati i simboli delle varie religioni. Poi il personaggio del video ne prende una con il segno della croce e la introduce nella bocca di una bambina, come se si trattasse dell’Eucarestia. Un paragone quindi altamente ingiurioso che vorrebbe paragonare la fede a una sorta di farmaco o ancora peggio ad una droga. Siamo insomma al limite della blasfemia, oltre che all’incitamento della violenza. L’ingiuria si rivolge a tutte le religioni ma con una curiosa insistenza verso il Cattolicesimo, che invece ha fatto della carità e del soccorso ai più poveri un suo preciso impegno di cui il mondo delle canzonette forse non si è accorto, restando ancorato a degli stereotipi sulle religioni, che ne dimostrano la paurosa ignoranza e la grande faziosità. Eppure tanti giovani continuano a essere intossicati da droghe che i vari ‘giullari’ non hanno mai davvero condannato. L’offesa, non sanzionata, al sentimento religioso ed al valore delle Forze dell’Ordine solleva parecchi, e inquietanti, interrogativi sulle garanzie e sui diritti fondamentali dei Cittadini utenti ed ancor di più sul livello etico e culturale di un’intera comunità.”

Sembrano quindi agitarsi le acque della polemica, intorno a questa nuova canzone della Nannini, che forse farebbe meglio a considerare l’ipotesi di accompagnarla ad un altro video, dal momento che come dice, anche il presidente dell’Associazione Italiana Ascoltatori Radio e Televisione Giovanni Baggio, il testo non è così duro come le immagini, ed in fondo siccome una canzone è fatta di testo e non di immagini, usando il buon senso la questione potrebbe essere facilmente risolta. Va però considerato un altro aspetto, evidenziato, anch’esso da Baggio, quello della mancata sanzione del video da parte degli organi competenti alla vigilanza in materia. Non vogliamo certo incitare alla censura, ci mancherebbe, ma è evidente che se ben due tipi di organizzazioni, diverse per rappresentatività ed utenza, dai sindacati di Polizia, alle associazioni cattoliche di Cittadini, si lamentano di questo video, qualcosa, nello stesso, non va. Proporremmo quindi per il futuro, un approccio diverso delle istituzioni competenti, ad un problema di questo tipo, non basato ripetiamo su una censura, ma su una pratica di tipo conciliatorio, con la fissazione di un tavolo tra le parti sotto la supervisione dell’ente terzo per vedere se vi siano gli spazi di trattativa per la risoluzione del caso.

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