La Gkn Driveline di Campi Bisenzio, da ieri non appartiene più al fondo inglese Melrose, con il Gruppo Borgomeo, che ha finalizzato l’acquisto del 100% dello stabilimento, tramite la società QF S.p.A. il cui Presidente Francesco Borgomeo, ha così dichiarato alla stampa: “Cambia la proprietà cambia la strategia e ovviamente cambia anche il nome: la nuova società, si chiamerà QF SpA che sta per Quattro F, ovvero fiducia nel futuro della fabbrica di Firenze. Sono quatto F che spiegano come la penso. Ora dobbiamo metterci subito al lavoro. La firma di oggi è l’inizio e non la fine di un percorso: finalmente siamo arrivati alla linea di partenza e la strada da fare è tanta. Fino a pochi giorni fa sembrava impensabile riuscire a potersi dedicare al percorso di riconversione. Oggi si può partire. Per questo ringrazio tutti: la firma di oggi è, infatti, un traguardo che abbiamo raggiunto grazie all’impegno di tanti, dal Cardinale di Firenze, alle istituzioni tutte, dai Sindacati alla mia associazione Confindustria, ai miei consulenti. Ma soprattutto ringrazio i lavoratori: hanno vissuto momenti drammatici, come possono essere soltanto quelli in cui non si conosce più il proprio destino. Per questo posso dire che siamo arrivati a mettere la parola fine sul rischio licenziamenti. L’azienda, infatti, ritira la messa in liquidazione e l’impugnazione contro il ricorso vinto dai Sindacati, sulla vecchia procedura di licenziamento. Quindi, finalmente si parte, con la stessa energia, la stessa motivazione e lo stesso ottimismo, con cui ho affrontato altre crisi drammatiche e difficilissime. Sono consapevole del peso e della responsabilità assunta, so quello che faccio e lo sapranno tutti passo dopo passo, perché tutto sarà trasparente e condiviso.”

Da parte loro gli operai della, ormai ex Gkn, fabbrica diventata un simbolo della lotta operaia, che ieri, mentre a Roma si stava definendo il closing per il passaggio di proprietà dello stabilimento al gruppo Borgomeo, erano riuniti in un’assemblea, hanno diramato un comunicato stampa che riportiamo: “Non possiamo che prendere atto di questo passaggio, su cui non c’era nulla da concordare con noi e nulla, per il momento, è stato concordato. Entriamo in una nuova fase. Né più né meno pericolosa di quella precedente. Questo cambio al vertice dell’azienda, avviene nella piena continuità occupazionale e dei diritti. Per quanto ci riguarda manteniamo gli stessi posti di lavoro, la stessa accordistica e lo stesso libro matricola. E tutto questo avviene in uno stabilimento in salute, visto che l’abbiamo preservato e curato. Così è, così dovrà essere: qualsiasi soggetto industriale arrivi, lo deve fare mantenendo diritti e posti di lavoro. Non saremo mai terreno di operazioni opache o di ricatti. I licenziamenti sono stati sconfitti non una, ma due volte. Avevamo detto che se avessero sfondato qua, avrebbero sfondato dappertutto. Qua non hanno sfondato e questo, è quanto portiamo in dote a chiunque voglia trarne coraggio lezione, bilanci e metodo. Il rischio ora, è di essere in un nuovo calcolo. Entriamo in una fase di attesa, dove non si rischia la morte improvvisa ma per lenta agonia. Vogliamo poi sottolineare, che operazioni così delicate meritano un approccio più serio e attento. Gkn non è e non deve essere uno show mediatico, ma una vertenza sindacale che parla del destino di un intero stabilimento e dei suoi lavoratori. La mobilitazione, il presidio permanente e il Collettivo di Fabbrica della Gkn, infatti, non smobilitano. Questo passaggio è stato approvato ieri all’unanimità, dall’assemblea dei lavoratori. E stamani, dopo che lo stabilimento di Campi Bisenzio, è entrato ufficialmente dentro il gruppo Borgomeo, le cose non cambiano. L’assemblea permanente non viene meno perché c’è una nuova proprietà. Verrà meno se con” Francesco Borgomeo, ci sarà un accordo chiaro. Non si smobilita per tre ragioni. Primo perché non è stato ottenuto nessun accordo ma è avvenuto un passaggio di proprietà sulle nostre teste, mentre noi continuiamo a non avere volumi produttivi di lavoro e a non sapere cosa ne sarà di tante cose. Restiamo in assemblea permanente e continueremo a starci fino a un eventuale accordo, anche perché ci sono dei passaggi di una reindustrializzazione, che potrebbero anche essere dei modi per licenziare le persone per altre vie. Secondo, se ci sarà un accordo dovremo trovare una via, comunque, per esercitare una forma di controllo, noi come tutto il territorio. Perché qui si parla di un processo lungo, complesso e fallito tante volte nel passato. Infine non smobilitiamo perché anche se fossimo salvi e non lo siamo, abbiamo portato avanti una lotta collettiva con tante persone che continuano ad avere gli stessi problemi di prima, esattamente come noi. Non è che se forse siamo un pochino più al riparo da un problema, allora torniamo a casa: la lotta era di tutti e per tutti e così continuerà ad essere per Caterpillar, ad esempio, e per le altre vertenze in corso in questo Paese”.

Anche la Viceministra, allo Sviluppo Economico, Alessandra Todde, ha espresso la propria soddisfazione per la conclusione della vicenda, che segna la fine di una crisi aziendale molto sentita e partecipata, non solo nell’area fiorentina, ma seguita davvero in tutta Italia. Ecco la sua dichiarazione alla stampa: “Seguo la vertenza Gkn, da quando convocai il primo tavolo in Prefettura, a Firenze, lo scorso luglio. Sono stata due volte in fabbrica, ci sono stata anche con Giuseppe Conte, per fargli conoscere il coraggio e la determinazione dei lavoratori di Campi Bisenzio. Abbiamo lavorato per mesi, cercando una soluzione alternativa alla chiusura ed ai licenziamenti, e ora possiamo finalmente parlare di prospettive concrete di rilancio. Abbiamo dimostrato che un atteggiamento come quello del gruppo Gkn, che aveva messo a conoscenza i lavoratori con una email del fatto compiuto, non è un comportamento degno di un Paese civile. Come non lo é un ragionamento che porta a considerare i lavoratori, quando smettono di essere considerati profitto sulla base di schemi puramente finanziari e orientati al breve termine, come un fardello da scaricare al più presto allo Stato, senza farsi parte attiva della ricerca di una soluzione. E’ stata una vertenza difficile, dolorosa, impegnativa, stressante, con un’azienda che aveva smarrito la sua responsabilità sociale a danno di 422 famiglie e di tutto l’indotto toscano. Il rapporto sinergico con i lavoratori, con le parti sociali e con le Istituzioni locali, è stato fondamentale per arrivare a questo primo traguardo. E ora, rimboccandoci le maniche, dobbiamo ripartire da qui. Oggi, infatti, è stato fatto un primo grande passo, ma si tratta solo dell’inizio di un percorso, e il Ministero dello Sviluppo Economico continuerà, come sempre ha fatto, a monitorare l’evolversi della situazione lavorando con le Istituzioni, al fianco dell’azienda e dei lavoratori. Ci ho sempre messo la faccia, senza mai tirarmi indietro. Io ci sono e anche il Movimento 5 Stelle c’è. Soprattutto, quando non c’è da raccogliere applausi ma da lavorare per il bene del Paese”.

Luca Monti

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