Charlie Hebdo, è stato “assolto” dal tribunale di Parigi per la satira contro le vittime del terremoto di Amatrice del 2016. Il Comune di Amatrice, infatti aveva chiesto la condanna della redazione di Charlie Hebdo, per due vignette, a firma Felix, uscite poco dopo il sisma che aveva sconvolto il centro Italia, radendo praticamente al suolo Amatrice.

In una delle due vignette, le caricature delle vittime del sisma, erano insanguinate, e venivano chiamate “Penne al pomodoro”, mentre nell’altra, apparivano schiacciate sotto le macerie e definite “Lasagne”. Con la decisione di ritenere la denuncia irricevibile, da parte del tribunale di Parigi, si chiude la vicenda giudiziaria, ma dovrebbe aprirsi, a nostro avviso, il dibattito sulla funzione, e soprattutto sui limiti della satira. Insomma, anche alla luce dei ripetuti attentati contro lo stesso Charlie Hebdo, e la morte del professore francese, ucciso per aver mostrato durante una lezione le vignette su Maometto, del medesimo giornale satirico, pur non giustificando mai il terrorismo, ci domandiamo se davvero la satira possa e debba spingersi oltre ogni limite, irridendo non solo la religione, e non solo quella islamica, visto che le vignette, anche pesanti, su Gesù Cristo o sulla Madonna, abbondano ovunque, ma anche la morte di persone per fatti di cronaca o calamità naturali, come nel caso in questione. In Francia pare che la libertà di espressione, anche satirica, rappresenti un totem sacro, da difendere ad ogni costo, come dimostra la decisione del tribunale di Parigi. Eppure il progenitore di Charlie Hebdo, che si chiamava Hebdo Hara-kiri venne chiuso, nel 1970, per disposizione del Ministero degli Interni transalpino, dopo aver pubblicato un titolo che irrideva Charles De Gaulle sei giorni dopo la sua morte. Evidentemente quindi, si può secondo la legge francese irridere le vittime di un terremoto, o qualsiasi religione ma non Charles De Gaulle. E fin qui, le sentenze, si sa, vanno rispettate, ci mancherebbe altro, ma allora nasce un’altra domanda, la satira è informazione? Se la risposta è si, allora ben venga la massima libertà d’espressione, in nome del diritto alla libertà di stampa, ma se la risposta è no, allora forse occorre pensare ad una qualche forma di limitazione preventiva della satira, per garantire anche la libertà di fede, ed il rispetto dei morti, che non possono e non devono essere derisi nè vilipesi con troppa faciloneria.

Leave a Reply

  • (not be published)