Probabilmente l’anziano Bruno Contrada, oggi 89enne, non riuscirà mai a vedere il risarcimento di 667mila Euro, per la sua ingiusta detenzione, a seguito dell’arresto, avvenuto nell’ormai lontano 1992, quando l’ex numero due del Sisde, l’allora servizio segreto civile, era accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

La Corte di Cassazione, ha infatti stabilito che Bruno Contrada, dovrà essere nuovamente processato, annullando così la sentenza della Corte d’Appello di Palermo che gli aveva riconosciuto il risarcimento. Rimandare a processo, con i tempi biblici della giustizia nel nostro Paese un uomo di ottantanove anni, ex servitore dello Stato, come ha dichiarato l’avvocato Stefano Giordano, difensore di Bruno Contrada, lascia una profonda amarezza, considerando, anche, che la sentenza della Corte Europea di Strasburgo, aveva stabilito che Contrada non andava nè processato, nè condannato.

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