Oggi vogliamo parlare di un argomento leggero ma attuale, il selfie evoluzione pseudofuturista dell’autoscatto, che da circa un decennio imperversa, o forse imperversava, sui social, visto che sta cadendo in disuso causa le chiusure forzate in tutto il mondo, che impediscono gli assembramenti più o meno festosi. Ad attribuirsene due giorni fa, su Twitter, la paternità dell’invenzione, è stata la bionda ereditiera Paris Hilton, che in un suo “cinguettio”, ha scritto: “Quattordici anni fa, Britney Spears ed io, abbiamo inventato il selfie”, facendo seguire il post da quel presunto primo selfie, in compagnia della cantante, e concludendo con #Legendsonly.

Peraltro Paris Hilton, aveva già postato la medesima frase nel 2017, sempre il 19 novembre, evidentemente la data di quell’autoscatto del 2006, ed essendo stata all’epoca contestata dallo stesso sistema mediatico cui appartiene, evidentemente ha pensato di doversi riattribuire la paternità dell’invenzione del selfie. Poco importa, se, come abbiamo detto in apertura, l’autoscatto, è antico quanto la fotografia, quindi va da sè che non può essere stato inventato dalla bionda ereditiera. Negli Usa, infatti, si sa hanno la tendenza ad accreditarsi come gli inventori di tutto, basti pensare a Bell, che deteneva i diritti sul telefono, ai danni del Fiorentino, Antonio Meucci, che solo recentemente molto post mortem, se li è visti riconoscere dal Congresso degli Stati Uniti senza poterli mai utilizzare a fini commerciali, perchè in fondo “Business in Business”, quindi il peccato di superbia di Paris Hilton, appare molto veniale. Comunque sia probabilmente la rampolla di casa Hilton, ha sdoganato il selfie, come simbolo di “dolce vita” dei Vip, ed è per questo che ne ha decretato il successo planetario. Quest’ipotesi è suffragata dal fatto che come abbiamo detto, sul suo twitter di due giorni fa, Paris Hilton ha scritto #Legendsonly quasi a ribadire che l’autoscatto moderno, nasce ad uso e consumo dei personaggi che contano, secondo una logica strettamente commerciale. I personaggi dell’alta società, infatti, sanno da sempre che l’immagine è molto importante, e quindi, anzichè rischiare di farsela rovinare per uno scatto divulgato fuori tempo, o “rubato” dai cosiddetti paparazzi, è meglio per loro curarsela da sè stessi, divulgando i propri autoscatti, nelle pose e nei luoghi ritenuti più congeniali. Nessuno però evidentemente ha fatto i conti con l’istinto di emulazione del genere umano che, in poco tempo, ha fatto sì che milioni di persone scimmiottassero la Hilton, e le altre personalità dello spettacolo, iniziando ad autoscattarsi nelle pose più improbabili e ridicole oppure del tutto prive di fantasia, quali sotto il David di Michelangelo, o la Torre di Pisa, con la mano alzata come per sostenerla, che crediamo sono nella cartella immagini, in almeno metà dei pc del mondo, rovinando così il giochino delle star. Adesso, con i viaggi in caduta libera, e le mascherine obbligatorie quasi ovunque, l’autoscatto sembra essere tramontato come fenomeno di massa, per ritornare in auge tra le persone importanti, anche se con una funzione meno divulgativa della loro dolce vita, e più celebrativa della vita stessa, come nel caso del Presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che ha scelto proprio un selfie sui social, per annunciare il suo ritorno alla negatività dopo essere stato contagiato dal Covid.

Insomma, possiamo dire di essere di fronte al selfie 2.0, o autoscatto 3.0 per i cultori della lingua di Dante.

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