Oggi, è la festa dell’Annunciazione, e proprio in tale occasione, “torna in servizio”, dopo un restauro durato circa un anno, il Tempietto, all’interno della basilica della Santissima Annunziata, dove si trova l’immagine dell’Annunciazione, che secondo la tradizione sarebbe “acheropita”, vale a dire non dipinta da mano umana, per quanto riguarda il volto della Vergine Maria, e per questo è oggetto, da secoli, di particolare devozione, e meta di pellegrinaggi da tutta la Toscana.

Nel 1252, quando i Servi di Maria, ordine monastico tuttora titolare della Santissima Annunziata, costruirono la chiesa, che all’epoca non era ancora assurta a basilica, e si chiamava Santa Maria di Cafaggio, vollero realizzare il Tempietto, per rendere maggior gloria alla Madonna, ed incaricarono un pittore di dipingere l’affresco con la scena dell’Annunciazione. Il pittore, un certo Bartolommeo, che era probabilmente, uno dei tanti allievi delle botteghe artistiche dell’epoca, dotato di buona volontà, ma con poca creatività, non riusciva a trovare l’ispirazione giusta per dipingere il volto della Vergine, e preso da sconforto si addormentò, ritrovando, al suo risveglio, il dipinto miracolosamente completato. Persino il grande genio dell’arte Michelangelo Buonarroti, dette credito, secoli dopo a questa leggenda perchè quando vide per la prima volta l’affresco esclamo:

“Questo volto, non è arte di pennelli, ma cosa divina veramente.”

Da oggi, quindi, grazie al sapiente restauro, condotto dalle restauratrici Chiara Valcepina, Svetta Gennai ed Anna Medori, che è stato complesso, in quanto effettuato su un monumento, di fatto mai completamente restaurato e composto da materiali molto diversi tra loro ed ha quindi necessitato dell’utilizzo di varie tecniche specialistiche, il Tempietto della Santissima Annunziata, torna a nuova vita. Bentornata Annunciazione.

Luca Monti

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