Dopo la GKN e la Giga Cucine, il territorio fiorentino rischia di perdere un altro centinaio di posti di lavoro, quelli del Cartonificio Fiorentino.
La situazione di questa azienda è complessa: la proprietà sarebbe in una situazione difficile a causa di difficoltà finanziarie indipendenti dall’azienda stessa, mentre un fondo di investimento entrato da poco nell’azionariato premerebbe per una ristrutturazione veloce. Sta di fatto che lo stabilimento di Viale Ariosto, a Sesto Fiorentino, verrà chiuso in favore di quello di Altopascio, mentre i posti di lavoro, che sono attualmente duecentocinquanta, verranno portati a meno di duecento. Qualcuno potrebbe obiettare che in fondo la delocalizzazione non avviene nei confronti di un Paese estero, ma solo verso la provincia di Lucca. Facile a dirsi, ma per molti lavoratori residenti tra Sesto e Firenze, la cosa presenta comunque numerosi problemi: il primo turno di lavoro infatti, inizia alle cinque di mattina e non esistono treni per recarsi ad Altopascio per tempo, mentre l’azienda non sembra disposta a coprire i costi di trasferta ai dipendenti che non intendono trasferirsi in Lucchesia. Una prima mobilitazione, è già avvenuta il 21 settembre, e ieri 13 ottobre, si è svolto un nuovo sciopero, che ha visto la solidarietà dei lavoratori di altre aziende, oltre a una delegazione del Collettivo Lavoratori della GKN, reduce da una trattativa a Roma, su cui, come ci informano i membri del Collettivo stesso, alcuni giornali hanno mistificato una vittoria che non c’è stata, dal momento che mancherebbero infatti perfino i verbali della riunione.

Non mancano al presidio di Viale Ariosto, i sindacati confederali: CGIL CISL e UIL, sono presenti in gran spolvero con le loro bandiere, mentre dal Comune di Sesto Fiorentino interviene l’appena nominato Assessore al Lavoro Jacopo Madau.


Nel suo intervento la segretaria della CGIL, Paola Galgani, trova il modo di menzionare l’attacco alla sede romana del suo sindacato avvenuta lo scorso 9 ottobre, mentre qualcuno chiosa che dovrebbero essere messe fuori legge le organizzazioni di estrema destra. Qualcun altro invece, commenta che la situazione grottesca, creata dall’obbligo del green pass, sta esacerbando la tensione, come nei casi dei porti di Trieste e Genova, dove i lavoratori metteranno in atto uno sciopero a oltranza: “Noi siamo per l’obbligo vaccinale”, risponde la Galgani, “Mentre il Governo si è limitato al green pass”. “Ma naturalmente noi siamo per i tamponi gratuiti per chi il green pass non ce l’ha”. Alla nostra domanda sui motivi per cui la proprietà del Cartonificio Fiorentino, intende chiudere lo stabilimento di Sesto, qualcuno risponde che ci sarebbe interesse a speculare sull’area lasciata libera dalla fabbrica. “Come comune di Sesto Fiorentino, ci impegniamo a non cambiare destinazione d’uso alla zona industriale di Viale Ariosto”, risponde l’assessore Madau. Dopo le foto di rito il presidio che sarà durato un’ora e mezzo nel suo complesso, si scioglie lasciando liberi, i due o tre agenti di Polizia intervenuti a sorvegliare la situazione.

Al netto della situazione grottesca che tutti conosciamo, quella del green pass e delle norme di “contenimento” più stringenti d’Europa, sembra proprio che qualcuno si stia bellamente approfittando della contingenza per poter chiudere fabbriche con un sms. Se è vero che in Italia, abbiamo il costo del lavoro più alto d’Europa (un altra eccellenza italica), cosa che anche gli operai sono disposti a riconoscere, lo è altrettanto che il modello di impiego che si prospetta per il futuro, è quello della consegna delle pizze a domicilio, con tutto quello che ne consegue. In ogni caso centinaia di famiglie nell’area fiorentina, si troveranno presto in una brutta situazione e questa è l’unica triste certezza, alla quale si somma l’impoverimento progressivo del capoluogo, dovuto alla prolungata mancanza di turisti, che mette a dura prova la gestione politica, dell’economia del territorio da parte delle Istituzioni locali.

Articolo e Ph. Giuliano Fresi

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