Torniamo sulla partita Italia-Spagna, semifinale di Nations League, vinta da quest’ultima, per un’analisi a freddo della stessa e per cercare di capire il motivo di questa battuta d’arresto degli Azzurri.

Italia-Spagna 1-2
(Ferran Torres 17′,46′ Pellegrini 83′)

Si interrompe purtroppo a quota 37, la striscia di risultati utili consecutivi dell’Italia, nonché l’unica nazionale nella storia a raggiungere un traguardo simile. Prima o poi doveva succedere, era chiaro, e l’avversario, anche in virtù dell’ultimo risultato ottenuto agli Europei, era sicuramente voglioso di dimostrare la propria forza. Gli ospiti, infatti, partono bene, dando l’idea fin da subito di avere in mano il pallino del gioco e al 17′ Ferran Torres, infila l’estremo difensore azzurro, segnando l’1-0. Oltre all’avversario che si dimostra più in forma ci si mette anche la sfortuna a fermare l’Italia e al 34′ Bernardeschi, colpisce un palo. Passano pochi minuti e un’ingenuità con annessa estrema fiscalità, da parte dell’arbitro, lascia la nostra nazionale in dieci, a causa dell’espulsione di Bonucci. Come se non bastasse a fine primo tempo arriva il raddoppio, sempre di Ferran Torres. La partita nel secondo tempo la fa sempre la Spagna, il nostro centrocampo non è in palla e a poco serve il gol di Pellegrini, su grande recupero di Chiesa nel finale di gara. Analizzando a freddo la gara possiamo comunque dire in primis, che hanno pesato le assenze là davanti, come ad esempio quella di Immobile, spesso criticato, ma centrale nel gioco di Mancini e in secundis, che si è vista la volontà del mister di sperimentare nuove tattiche con Bernardeschi, come falso nueve e Bastoni accanto a Bonucci. Questi due aspetti sono senz’altro da tenere in considerazione, oltre al fatto che, come abbiamo già ripetuto l’avversario trovato di fronte aveva voglia di rivincita e già nello scorso campionato europeo, aveva più volte messo in difficoltà l’Italia. Un ulteriore appunto riguarda Donnarumma: ha avuto senso fischiare un giocatore che sta indossando la maglia della Nazionale e non quella del Psg? Possiamo capire i tifosi milanisti, che non hanno condiviso la scelta del loro ex portiere e possono avercela con lui, ma quando vai allo stadio a vedere la Nazionale, le squadre di club devono passare in secondo piano. Questo ha inciso sulla partita? Probabilmente no, è chiaro che avremmo perso ugualmente, ma si tratta di una scelta, quella di fischiare Donnarumma alquanto discutibile. In ogni caso vanno fatti ancora i complimenti all’avversario e soprattutto a quell’uomo che siede sulla loro panchina Luis Enrique, che anche durante l’Europeo, ha speso parole al miele per la nostra nazionale e che merita sicuramente grande rispetto e un sincero in bocca al lupo per la finale. Ora la Nations League, prosegue con la sfida per il terzo o quarto posto, che sarà contro un’altra squadra che abbiamo già incontrato durante l’Europeo, cioè il Belgio di Lukaku. Per la gloria e per dimostrare che siamo i Campioni d’Europa in carica, dobbiamo portare a casa la vittoria.

Jacopo Massini

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