Riparliamo del “Funerale della Cultura”, svoltosi sabato scorso per le vie del centro cittadino, del quale riportiamo alcune fotografie che ritraggono Alla Munchenbach, che ne è stata una delle organizzatrici e coordinatrice, ed ha voluto esprimere oggi la propria contentezza per il successo della manifestazione rimarcandone nuovamente le finalità con un’intervista, nella quale ci ha detto: “Quella di sabato è stata una manifestazione nata da una vera e propria urgenza collettiva condivisa, che è riuscita ad avere un grande ed insperato successo, attirando l’attenzione dell’opinione pubblica. Raramente, ed oggi ancor di meno rispetto al passato, le persone riescono a ritrovarsi ed a mettere insieme le loro forze, le loro competenze, le idee. Prevalgono spesso, infatti, il cinismo l’individualismo e l’assuefazione a tutto ciò che non va. Questo periodo poi ci vuole divisi e classificati: in categorie, in migliori e peggiori, in allineati e non allineati. Credo quindi che possiamo essere davvero contenti e soddisfatti di quello che abbiamo fatto, tutti insieme, perchè non accade tutti i giorni che un gruppo di artisti eterogeneo, composto da singoli professionisti provenienti da varie associazioni e con varie formazioni artitistiche, nel giro di pochi giorni, si ritrovi con l’idea di voler esprimere una protesta con un atto simbolico: quello di mettere in scena il “Funerale della Cultura”. Eppure questo per noi, è stato un modo per dare un senso ed una forma a tutta la disperazione tutto il dissenso, tutta la tragedia di una situazione che vede chiudere e lentamente morire, ogni forma di libertà e professionalità legata all’arte, ai luoghi stessi dove si fa e si vive di cultura. Noi comunque non pensiamo di fermarci qui, perchè crediamo che questa forma di protesta pacifica non possa e non debba fermarsi, e del resto la reazione del pubblico dell’altro giorno, che è andato crescendo ad ogni replica nelle tre piazze che abbiamo toccato, denota che un interlocutore ce lo abbiamo, che non siamo da soli a soffrire di questa desolazione, di questo vuoto, di questa mancanza di cura e di attenzione per tutto ciò che porta al pieno sviluppo della persona umana, tanto per citare un testo sacro che non è solo una bella frase, ma dovrebbe essere un’ispirazione per chi decide, chi organizza, chi legifera. Noi artisti, e professionisti dello spettacolo quindi faremo la nostra parte quella che ci riesce meglio, rappresentare noi stessi, e metterci in piazza, sia fisicamente, sia metaforicamente, per non morire per non scomparire!”

Apprezziamo sia i toni, sia la forma dell’espressione di protesta di sabato scorso, ma del resto, visto il mondo artistico dal quale tale protesta si è levata, non nutrivamo dubbi di questo genere, e ci auspichiamo che le accorate richieste di aiuto del settore vengano ascoltate e prese in considerazione da chi di competenza, per non spegnere l’arte e la cultura che sono, da millenni, un patrimonio del nostro Paese, apprezzato e riconosciuto ovunque nel mondo.

Luca Monti

Photos Stefano Giannattasio

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