In questo periodo, il nome di Pierluigi Nervi, è sulla bocca di tutti, a Firenze, essendo l’attenzione dei tifosi Viola, concentrata, anche sulle sorti dello Stadio Artemio Franchi, da lui progettato. Ma come ogni artista che si rispetti, il suo nome, non può essere ricordato per una sola opera, e quindi è giusto scoprire chi è stato e cosa ha veramente rappresentato Pierluigi Nervi, per l’architettura italiana del secolo scorso.

Un’ottima occasione per conoscere meglio questo illustre personaggio, è la mostra intitolata: “Pier Luigi Nervi e Firenze, la Struttura della Bellezza”, in corso di svolgimento presso la Manifattura Tabacchi, fino al 26 febbraio ad ingresso gratuito, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 17. Il luogo della mostra, non è stato scelto a caso, in quanto, la Manifattura Tabacchi, è anche opera di Pierluigi Nervi, così come il vicino Teatro Puccini, con la sua torre illuminata di notte, che altro non è che la replica della Torre di Maratona dello stadio. Insomma, visitare la mostra dedicata a Pierluigi Nervi, alla Manifattura Tabacchi, equivale a fare un viaggio nella sua vita e nella sua filosofia architettonica, e chissà, magari potrebbe permettere di parlare dello stadio Franchi, non per sentito dire o per partito preso, ma con cognizione di causa. Noi, ad esempio, non nascondiamo di essere favorevoli ad un restauro dello stadio, che ne preservi le linee architettoniche vincolate, in quanto, assolutamente innovative rispetto al periodo di realizzazione, che lo rendono un monumento nazionale, garantendo però, al contempo una migliore fruibilità per i tifosi. Fra l’altro, una tale ristrutturazione, sembra che fosse stata prevista, già dallo stesso Pierluigi Nervi, nel 1951, con un progetto di ampliamento fino a 70mila posti di capienza, abbandonato per i costi, considerati troppo elevati per l’epoca. E le carte di quel progetto che essendo firmato dal padre della struttura originaria, passerebbe senza problemi ogni vaglio della Soprintendenza, sembrano esistere ancora, tanto che nel 1982, si sarebbe acceso il dibattito proprio su quel progetto. A dirlo non è un tifoso qualsiasi al Bar Marisa, ma l’architetto Giuseppe Cini, che dagli anni ’80 e fino al 2010, ha ricoperto il ruolo di Dirigente dell’Ufficio Belle Arti, del Comune di Firenze, quindi, uno che ha voce in capitolo per parlare dello stadio, eccome. Il nostro auspicio, è quindi che si possa andare verso la realizzazione di quel progetto del 1951, che sarebbe davvero la ciliegina sulla torta per Firenze, e per la Fiorentina, garantendo alla squadra di rimanere nella sua casa storica rimodernata ad arte, in tutta sicurezza per i tifosi e risparmiando sui tempi burocratici e sui costi, dato che l’architetto Cini, stima in meno di 100milioni di Euro, l’investimento necessario, contro i 200/300 circa, previsti per l’ipotesi di un nuovo stadio a Campi Bisenzio.

Luca Monti

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